Sicurezza
Tassa Rifiuti, uno su 6 non paga
L’allarme di Confcommercio: la morosità è esplosa, prima fra famiglie e imprese si fermava al 4%
PISTOIA. Confcommercio Pistoia è preoccupata per le notizie che circolano sul calcolo delle tariffe che saranno addebitate a famiglie e imprese. Il problema, come è ormai palese, riguarda la tassa rifiuti. Che ogni anno aumenta per seguire dei costi che sembrano incontenibili.
Tiziano Tempestini, direttore Confcommercio spiega: «I rifiuti diminuiscono perché si consuma meno, eppure i costi continuano ad aumentare. E non è previsto nessuno sgravio per i Comuni virtuosi che fanno la raccolta differenziata, di questo passo, non converrà più a nessuno farla. Vogliamo che Regione e Province ci dicano cosa vogliono fare».
Nel frattempo, cresce dal 4 al 15% il livello medio di morosità fra gli utenti: «la gente non ce la fa a pagare». Siano privati ed aziende.
È allarme rifiuti quindi per Confcommercio Pistoia. Tiziano Tempestini aggiunge: “Già ora famiglie e imprese fanno fatica a pagare la raccolta e lo smaltimento, se gli aumenti vengono confermati sarà il disastro completo».
Non è un caso se nell’ultimo anno il livello fisiologico di morosità fra gli utenti (sia privati sia imprese), prima intorno al 4%, è balzato al 15%.
La denuncia della Confcommercio si spinge oltre: »La base di calcolo delle tariffe è ancora il 2010, ma da allora la produzione di rifiuti ha subito un forte calo, per via della crisi che ha fatto chiudere aziende e diminuire i consumi di tutti. Perché allora i costi del servizio di raccolta aumentano?» sottolinea il direttore dell’Associazione.
Confcommercio evidenzia anche la mancanza di un sistema di premialità che valorizzi i Comuni virtuosi nella raccolta differenziata.
«Se i costi della gestione rifiuti vengono ripartiti allo stesso modo fra i Comuni, senza prevedere sgravi per quelli virtuosi, dal punto di vista economico fra poco non converrà più a nessuno continuare a fare la raccolta differenziata». Con tutta una serie di conseguenze.
«A questo punto, vogliamo che Regione e Province dichiarino apertamente cosa hanno intenzione di fare in merito. È solo il loro chiaro indirizzo politico che potrà far cambiare le cose. Termovalorizzatori, discariche, raccolta differenziata e riciclo… insomma, che fine faranno i rifiuti tra 10, 20 o 50 anni?».
Ma c’è un altro problema secondo l’associazione di categoria dei commercianti pistoiesei.
«I Comuni – prosegue Tiziano Tempestini nella sua disamina – sono in difficoltà ad esigere i crediti in certi casi, perché la morosità nasconde sempre gravi difficoltà di famiglie e imprese e per questo motivo, in questo frangente, sono solidali con gli utenti. Alcune Amministrazioni hanno chiesto il congelamento delle tariffe ai livelli del 2013, che già erano alte, e soprattutto chiedono la fatturazione diretta dei costi di smaltimento, in modo da pagare solo quanto gli compete e non di più. Anche per noi sarebbe un modo per capire dove si annidano sprechi e cattiva gestione. Speriamo che qualcuno le ascolti».
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