Il Tirreno

Pistoia

«Stai tranquillo zio, non ti preoccupare»

«Stai tranquillo zio, non ti preoccupare»

Uscito di casa subito dopo pranzo ha salutato i familiari per approfittare della giornata di sole

2 MINUTI DI LETTURA





QUARRATA. E’ salito sulla sua Honda cbr 600 subito dopo pranzo. «Fabio, gli ho detto, stai attento, tu lo sai. E lui m’ha risposto “vai tranquillo zio”» racconta Sauro, il fratello di babbo Carlo.

Fabio Pomposi, 30 anni compiuto l’8 febbraio scorso, aveva un’unica grande passione: le moto. Quella sua Honda, comprata da poco, era la sua “fiamma”. «Un amore cominciato da quando era ragazzino». Figlio unico, abitava con i genitori e la nonna a Barba, in via Statale. E’ qui che ieri si sono radunati i parenti e gli amici di Fabio. «Una scampagnata trasformata in tragedia» dice qualcuno sulla soglia di casa. «Lui era uno spettacolo» dicono gli amici, che dalle 20, non appena saputo dell’incidente mortale, sono cominciati ad arrivare a casa della famiglia Pomposi. «Era solare – continuano – Sempre disponibile».

Le parole non escono dalle bocche. Troppo grande lo choc anche solo per ricordare quell’amico cresciuto con loro. Di sicuro Fabio, dicono, era «un grande meccanico». Uno che a quindici anni ha cominciato ad amare il rumore della marmitta dei cinquantini.

Aveva frequentato le scuole elementari e medie a Quarrata, e poi il Pacinotti a Pistoia. Aveva anche iniziato il percorso universitario scegliendo ingegneria meccanica.

«Era un ragazzo d’oro. Di quelli bravi, che più bravi non si può» ricorda un amico. «Era aperto, solare – dice un altro – anche quando ha avuto delle difficoltà da affrontare. Era una persona che trasmetteva serenità. Non ha mai avuto un attrito con nessuno. Era un omone buono».

«Da poco – dice zio Sauro – aveva cominciato a lavorare in un’azienda di Calenzano».

Ieri è uscito approfittando della bella giornata, di quel sole che aspettava da tempo, dopo giorni di pioggia. «Appena c’era l’occasione prendeva la sua moto e andava a fare un giro». «E’ partito subito dopo pranzo – continua lo zio – Ero qui quando è andato via. “Stai tranquillo” m’ha detto».

Sulla pagina facebook di Fabio c’è il racconto della sua grande passione per le moto e di quella sua indole da “omone buono”, che amava la compagnia e le amicizie schiette.

«C’era sempre – ricorda un amico – Sia quando si doveva ridere che nelle difficoltà».

Beatrice Faragli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa