Il Tirreno

Pistoia

In futuro più poliziotti a presidiare le piste

In futuro più poliziotti a presidiare le piste

Il responsabile nazionale Andrea Salmeri non esclude un aumento di organico e attrezzature

3 MINUTI DI LETTURA





ABETONE. Il Primo dirigente italiano dei poliziotti sulla neve, Andrea Salmeri, direttore del centro addestramento alpino di Moena, ha soggiornato, lo scorso fine settimana, sull’Appennino pistoiese dove ha fatto visita alle pattuglie che prestano servizio di sicurezza e soccorso nelle stazioni di Abetone e Val di Luce. Abetone è stata una delle prime località sciistiche in Italia a beneficiare della presenza dei poliziotti “angeli della neve”, servizio esteso da 4 anni anche alla Val di Luce. Abbiamo intervistato il dirigente Salmeri.

Perché questa visita ad Abetone?

«È un’attività concordata col ministero per essere presenti come referenti tecnici in tutte le località dove la Polizia di stato svolge servizio di sicurezza e soccorso in montagna. Anche in un momento di sofferenza economica, riusciamo ad essere vicini a questi nostri “figli di Moena”. Consideriamo tali i colleghi che condividono la passione per la montagna, nonostante, per il resto dell’anno, lavorino in realtà ed uffici molto diversi».

Cosa ne pensa di Abetone?

«Una realtà storica ed importante. Ottime piste che, come tutte le piste appenniniche, sono più ripide e strette rispetto a quelle alpine e anche la neve è molto diversa. Un ambiente di divertimento e di lavoro dunque che ha bisogno di essere seguito non solo dagli imprenditori locali ma anche dalle istituzioni».

Suggerimenti di buona condotta per i nostri sciatori?

«Avvicinarsi allo sci con un minimo di preparazione e responsabilità, conoscenza delle proprie capacità e delle attrezzature per evitare situazioni che richiedono soccorso».

E per l’utilizzo del casco?

«La legge obbliga solo i minori 14 anni. È comunque una difesa che permette di limitare, in caso di incidente, scontro o caduta, certi tipi di danni. È dunque consigliabile per tutti e da quest’anno i poliziotti ne sono dotati».

Continuerà il rapporto tra la Polizia di Stato e l’Abetone?

«È un legame storico che risale al dopoguerra. Tanti colleghi che hanno fatto servizio a Moena come poliziotti in montagna o nel gruppo sportivo Fiamme Oro provengono da queste zone. Quella raggiunta nel comprensorio abetonese è una presenza importante che verrà mantenuta e che se le circostanze lo permetteranno si può pensare di aumentare nell’organico o le attrezzature a disposizione».

La Polizia di Stato è presente con numero importanti ad Abetone e Val di Luce…

«Da sempre il Ministero dell’interno tramite, il Caa di Moena, presta attenzione a questa zona e anche la Questura di Pistoia ha sempre avuto una grande sensibilità nei confronti di questo servizio stagionale che negli anni abbiamo implementato. Oggi la pattuglia dell’Abetone comprende 6 poliziotti e quella della Val di Luce ne conta 4».

Il poliziotto deve garantire un intervento di sicurezza globale interagendo con gli altri soccorritori e forze di polizia. Qual è il percorso di preparazione?

«Tutto nasce dalla passione di poliziotti per la montagna. Ognuno inizia con una domanda volontaria cui segue una prova molto selettiva per le capacità sciatore. I selezionati (in media il 10%) seguono poi un corso di qualificazione ed una serie di corsi di specializzazione (manovratore corda, alpinista, sci alpinista). Infine ogni anno i colleghi vengono invitati al Caa di Moena per uno stage intensivo a carattere tecnico-giuridico-sanitario di una settimana. Fiore all’occhiello del servizio è proprio la capacità di intervenire in caso di infortunio e tutto il personale è abilitato all’utilizzo del Dae». (e.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web