Il Tirreno

Pistoia

Fanno orti recintati nel parco pubblico Ma nessuno sa nulla

Fanno orti recintati nel parco pubblico Ma nessuno sa nulla

Un lettore denuncia la situazione paradossale di villa Baldi Fino a 10 anni fa era un vero paradiso dei bambini

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PISTOIA. Escludendo i giardini scolastici, il comune di Pistoia vanta quasi 150 aree di verde pubblico tra parchi, giardini, verde attrezzato o di arredo urbano e stradale e di supporto ad impianti sportivi. Tra la quantità e la qualità però c’è una certa differenza. In alcuni giardini lasciano a desiderare decoro e pulizia, altri sono poco attraenti per la scarsa cura o le frequentazioni, altri ancora sono proprio dimenticati: abbandonati a se stessi, come in procinto di essere venduti dal Comune, anche se poi non è così. È il caso del parco di villa Banti, a Bottegone, l’area verde che circonda la palazzina che ospita la sede della circoscrizione e il Cup dell’azienda sanitaria. La segnalazione arriva da Emanuele Ferrari, che conosce bene la storia di questo parco, un tempo (fino a dieci anni fa) molto frequentato, curato e ben attrezzato. «Pistoia città del verde - scrive Ferrari – è una qualifica meritata sicuramente da alcuni illustri imprenditori privati del luogo, ma molto meno dall'amministrazione comunale. Esistono infatti aree destinate a "verde pubblico di quartiere" per le quali la cittadinanza paga la regolare manutenzione, ma che risultano completamente abbandonate, non accessibili, del tutto indecorose ed assolutamente degradate. Un esempio degno di nota, lo si può osservare dietro a "villa Baldi" di Bottegone». Ferrari spiega che, fino a qualche anno fa, il parco veniva legittimamente usato dalla cittadinanza e da alcune scuole ed associazioni per l'infanzia. Intorno al 1920, il proprietario Baldi, realizzando il parco che successivamente donò al comune di Pistoia, realizzò alcune strutture e piantò alcune piante che rendevano la zona molto gradevole e piacevole da sfruttare. «Tutto ciò - prosegue Ferrari - circa 10 anni fa, è stato del tutto lasciato andare in malora. La vegetazione è stata lasciata senza la minima manutenzione ed un gigantesco abete ultracentenario, nonostante le mie continue segnalazioni dello stato di sofferenza, è purtroppo seccato perché completamente avviluppato dall'edera e da altri rampicanti. La stessa sorte, sta accadendo a tutta l'intera zona nonostante dal gennaio 2012 io stia richiedendo l'intervento dell'ufficio del verde pubblico». E i bambini che frequentavano l’area sono stati costretti a cercare altri spazi da poter frequentare. «Ma soprattutto, vista la totale ed assoluta incuria della zona, alcuni privati cittadini, si sono impossessati della superficie di verde pubblico recintandola per ricavarne degli orti». Dopo le segnalazioni di Ferrari, che ha allegato anche parecchie foto, il Comune è intervenuto con un sopralluogo nel gennaio 2013. Ma tutto si è fermato.

«Niente è stato fatto e, la superficie pubblica occupata dai privati cittadini per gli usi personali, si è espansa e continua ad espandersi continuamente. Suggerisco quindi alla cittadinanza che volesse realizzare un orto, un giardino, un laghetto di pesca sportiva od un campo da motocross, di andare a recintare una qualsiasi parte di parco retrostante a villa Baldi di Bottegone - conclude ironicamente il lettore - Sarebbe sicuramente meglio vedere qualcosa del genere piuttosto che una zona così grande in una situazione così degradata. Voglio infine sottolineare il fatto che le aree di verde pubblico, sono zone per le quali tutta la cittadinanza paga le tasse a favore della propria manutenzione e che, se qualcuno si impossesa di tali superfici, la cosa non dovrebbe essere tollerabile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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