Il Tirreno

Pistoia

Cavalli, cani e giochi a Sant’Alessio

Cavalli, cani e giochi a Sant’Alessio

Il progetto del rione Leon d’Oro per il grande giardino della frazione

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PISTOIA. Immerso nel verde e nella pace della campagna, nella prima periferia di Pistoia, si trova il parco Sant’Alessio, raggiungibile dalla zona San Marco proseguendo per via di Bigiano e Castel Bovani. Nuovi orizzonti si prospettano per il parco che, dopo il rinnovo del cda del rione Leon d’Oro, potrebbe diventare un bellissimo spazio verde utilizzabile da tutti: innanzitutto recinzioni e box per i cavalli, poi un orto didattico per i ragazzi delle scuole, passeggiate per anziani e merende all’aria aperta. Non solo, anche la possibilità di mettere a disposizione pezzi di terreno a persone che ne hanno bisogno, sulla base di un progetto di agricoltura sociale. Il parco, gestito dal Leon d’oro, uno dei quattro rioni della città, offriva la sua bellezza alla manutenzione dei cavalli del rioni, all’addestramento di cani, a passeggiate immerse nella natura. Adesso tutto è fermo per problemi burocratici. Non manca qualche lamentela su quello che potrebbe essere il futuro del parco. Antonella, che ha inviato una lettera alla nostra redazione, dice di essersi recata sul luogo e «con mia sorpresa mi sono trovata di fronte ad uno spettacolo a dir poco disarmante: spazzatura, pezzi di legno e di ferro, suppellettili di varia natura sono presenti ovunque tanto da far sembrare il luogo più che un parco una vera e propria discarica a cielo aperto. Mi chiedo adesso come si possa definire parco un posto così trascurato e oltremodo pericoloso per bambini ed animali». Abbiamo voluto verificare e, ad essere obiettivi, non abbiamo riscontrato questi problemi: l’erba è appena tagliata, nessun rifiuto in giro, solo qualche pezzo di legno accuratamente appoggiato a terra o accanto ad un albero, testimonianza di un luogo che adesso, per burocrazie varie, è inutilizzato. «Siamo anche nel periodo invernale - commenta Roberto Frosini, presidente del Leon d’oro- è ovvio che il posto sia un po’ trascurato. Il vicinato si lamenta che ci sono i topi, ma in campagna è normale che ci sia qualche animale». Ora l’immensa distesa di verde è momentaneamente lasciata a se stessa, a causa di una burocrazia lunga ed estenuante. «Purtroppo abbiamo bisogno di molti permessi per mettere recinzioni. C’è un vincolo paesaggistico sul territorio e c’è bisogno di autorizzazioni da parte del Comune di Pistoia e dalla sovrintendenza dei beni culturali di Firenze».

Alessandro Tuci

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