Sicurezza
Assunzioni basate solo sui curriculum
Dopo la polemica innescata dalla lettera di un’insegnante l’amministratore della Gescat illustra l’iter per dare lavoro
PISTOIA. Ribadisce quanto dichiarato al Tirreno sui criteri delle assunzioni e sulla loro piena legittimità, e smorza sin da subito la possibile polemica innescata dalle parole del sindaco di Pistoia Bertinelli (che aveva invocato trasparenza e pubblicità delle selezioni per i posti di lavoro). Luca Pecchio, amministratore delegato della Gesat, a proposito dell’intervento di Bertinelli si limita a un «esprime la sua opinione legittima, non mi sembra ci sia niente di scorretto». E niente di scorretto, ribadisce Pecchio, si può trovare nei criteri di assunzione della Gesat, la società pratese concessionaria dei servizi non sanitari all’ospedale di San Jacopo.
Il motivo della polemica è rappresentato dalla lettera di un’insegnante, che aveva incontrato un suo ex allievo al Cup di Pistoia. Uno studente che non si era mai diplomato (aveva abbandonato in terza) e che, però, aveva avuto la fortuna di trovare subito un lavoro a tempo indeterminato all’ospedale (dove si occupa della sterilizzazione dei ferri), al contrario di quel che accade a tanti ragazzi che, invece, nonostante portino a termine gli studi vedono i loro sforzi non premiati. Il problema – secondo la testimonianza della donna – era rappresentato dal “come” quel ragazzo aveva trovato lavoro, lo stesso giovane avrebbe infatti detto candidamente che aveva avuto quel lavoro senza concorsi o domande, ma semplicemente grazie all’interessamento di sua madre. In sintesi, se quella lettera fosse vera, saremmo di fronte all’ennesima dimostrazione di come capacità, titoli e curricula siano aspetti secondari rispetto alla “conoscenza giusta”. Certo, il caso interessa una società privata, seppur concessionaria di servizi in una struttura pubblica, e la veridicità della storia deve essere dimostrata. Ma arriva a un paio di mesi di distanza dalla polemica innescata per un’altra assunzione da parte di Gesat, quella della figlia dell’assessore Tina Nuti. La smentita di Gesat sul caso specifico, poi, i contesta un aspetto preciso della lettera, ossia lo stipendio del giovane assunto, molto più basso di quanto riportato dalla sua ex prof. Da qui l’affermazione finale «pertanto quanto riportato dalla lettera non è corrispondente alla realtà». Sulle modalità dell’assunzione nella smentita non viene invece detto niente, tranne la data in cui il dipendente è entrato in servizio (il 25 ottobre scorso per la cronaca).
Del resto – come aveva spiegato Pecchio - i servizi non sanitari non vengono curati direttamente dalla società pratese, ma sono a loro volta affidati, settore per settore a “provider” esterni, e sono sempre loro a occuparsi delle assunzioni. Assunzioni che avvengono, spiega Pecchio, dall’incontro tra il tipo di figura richiesta e il profilo che i candidati hanno inviato alla società. «Chiunque voglia mandarci il suo curriculum– ribadisce l’amministratore delegato di Gesat – può farlo, basta mandarlo alla nostra sede di via Rimini (a Prato ndr). Non appena si rende disponibile un posto noi cerchiamo tra questi la gente che ci interessa». E non sempre si tratta di posti di lavoro che richiedono altissima specializzazione, come spiega con un esempio lo stesso Pecchio: «Certo, difficilmente avremo mai bisogno di uno chef pluristellato».
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