Sicurezza
Addio al “gladiatore” Dino talento dell’imprenditoria
Ucciso da un infarto a Pechino, una folla ieri ai funerali in Santa Maria Assunta Tra i tanti amici presenti anche Giancarlo Fisichella, ex pilota di Formula Uno
QUARRATA. «Un gladiatore», capace di contagiare tutti con il suo entusiasmo, la sua tenacia, la sua forza. Per gli amici «l’infinito grande Dino». Per la moglie, un amore eterno. «Ti amo e ti amerò per sempre» gli ha voluto dire ieri pomeriggio Irene Baldi dal pulpito della chiesa di Santa Maria Assunta, in una meravigliosa e disarmante dichiarazione d’amore.
Poi, come una ragazza innamorata persa del suo uomo, gli ha dedicato “Se si potesse non morire” dei Modà. «Ancora una volta – gli ha detto – ti farò ascoltare la tua canzone». E mentre la melodia riempiva la chiesa quarratina, Irene ha preso le mani della figlia Giorgia, 6 anni, e l’ha fatta scivolare in un ballo. Quasi sembrava galleggiare tra le onde. «Dino, amore della mia vita, inutile dirti quel gran freddo che c’è ora dentro di me. Ti prometto che avrò la forza, il coraggio e la tenacia che avevi tu. Lo devo ai nostri figli. Tu eri speciale. Incredibile. Un gladiatore. Io cercherò d’essere speciale come te»: parole che racchiudono 22 anni di amore.
Ieri, per i funerali di Dino Bianchi - l’imprenditore 43enne ritrovato morto il 22 febbraio scorso nella sua camera d’albergo a Pechino, dove si trovava per lavoro - una folla si è radunata dentro e fuori la chiesa centrale di Quarrata. Tantissimi gli amici venuti a dare l’ultimo saluto all’agente di rappresentanza, ucciso da un infarto. Tra loro anche l’ex pilota di Formula 1 Giancarlo Fisichella. E poi, moltissimi imprenditori, segno del rapporto autentico di stima che Dino aveva saputo costruire a colpi di puro talento.
Avrebbe potuto vendere qualsiasi cosa con quel suo carattere, con quella sua passione. E nel tempo era riuscito a stringere nelle sue mani i migliori marchi del settore arredo. Per questo lo scorso febbraio era a Pechino, in uno dei suoi mille viaggi, a volte pionieristici, nei più fiorenti mercati mondiali. Era figlio d’arte. Suo padre, Enzo, nel 1969, fondò la Poltrarredo, dando inizio a una di quelle realtà che hanno fatto la storia del mobile imbottito di Quarrata.
A celebrare la messa funebre è stato un commosso Don Piergiorgio Baronti, parroco di Sant’Angelo di Bottegone, che ha unito in matrimonio Dino e Irene e ha battezzato i figli Gianmarco e Giorgia, 11 e 6 anni. «Ieri (giovedì, quando è rientrata la salma da Pechino, ndr) andando a trovare Irene ho sentito il bisogno di vedere le foto del matrimonio e dei battesimi. E’ chiaro che mai avrei pensato di essere qui stasera. Dino – ha detto don Baronti – aveva un caratterino e con me qualche volta si è anche scontrato, perché anche io ho un caratteraccio. Voleva avere ragione, e io uguale. Però poi arrivavamo sempre a una composizione e di lui ricordo la grande generosità».
Ai familiari dell’imprenditore, il fratello Gianfranco, la sorella Betty, ma anche alla famiglia Baldi, il parroco ha espresso grande riconoscenza e affetto. «Tu – ha detto a Irene – hai un tesoro grande. Conservali. Nella fede e nella speranza». E per quel tesoro, incarnato nei volti di Gianmarco e Giorgia, Irene ha promesso di andare avanti, di provare a essere «incredibile» come lo era il marito, con cui tre settimane fa aveva visitato il Santuario della Madonna di Montenero.
«Ciao grande Dino. Sei sempre il più forte» hanno detto, infine, gli amici, prima di incamminarsi verso il cimitero di Santallemura per la sepoltura.
Beatrice Faragli
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