Gioco
«Solo i figli di mammà hanno possibilità»
La lettera che ha sollevato il problema. L’azienda: «Quel ragazzo non guadagna così tanto»
PISTOIA. Questa la lettera inviata da un’insegnante pistoiese ai quotidiani. Su un passaggio della lettera c’è stata ieri pomeriggio una precisazione della Ge.Sat. «Mi chiamo Caterina e sono insegnante dal 1995. Percepisco, dopo 20 anni di lavoro, 1500 euro al mese. Per molti sono una privilegiata, se non peggio e da sempre in tempi di vacche magre la scuola è rappresentata come un settore dove tagliare e fare cassa. Bene!
Stamane (alcuni giorni fa, ndr) mentre ero al Cup, a fare la fila per prenotare una visita, incontro un ex alunno, che ho avuto in classe due anni fa e che ha abbandonato la scuola al 3° anno delle superiori. Attualmente ha 19 anni, non ha preso il diploma ma, tutto soddisfatto, mi dice ha un lavoro, e... stupore, con contratto a tempo indeterminato. Lavora presso il nuovo ospedale di Pistoia e si occupa della sterilizzazione dei ferri chirurgici, per ora il contratto prevede 24 ore a 1400 euro al mese, ma presto passerà a 36 ore con adeguamento dello stipendio. Se avesse il titolo di infermieristica, mi dice, prenderebbe 3000 euro... ma per questo, aggiunge, c'è tempo. Ha pensato a tutto "mammà", continua, con la ditta che gestisce in appalto detti lavori all'ospedale, è stato assunto senza una domanda, un concorso, nulla.
Esco dal Cup con un sapore amaro in bocca, molto amaro e penso ai suoi compagni di classe, i miei adorati alunni, che hanno continuato la scuola e stanno attualmente studiando per l'esame di stato, cercando contemporaneamente di scegliere la facoltà migliore per potersi inserire nel mondo del lavoro. Molti hanno optato per scienze infermieristiche, proprio per avere qualche chance, i più "coraggiosi" pensano di andare all'estero. L'amaro si trasforma in rabbia. Rabbia per un paese in cui solo i figli di "mammà" hanno diritto al lavoro a tempo indeterminato, mentre tutti gli altri devono sottostare alla legge del precariato e già si possono dire fortunati se trovano un impiego temporaneo e sottopagato. Rabbia per un sistema in cui il merito è solo una vuota parola, che vale solo se hai l'appoggio giusto. Rabbia per l'ingiustizia che ci circonda, per la forbice tra i redditi di pochi ricchissimi e di molti in affanno, e rabbia ancora per quello che insegno, inutile se non dannoso al futuro che aspetta i nostri giovani. Penso da ultimo che non sono una madre "capace" come quella del mio alunno, che non voglio esserlo e mi viene da piangere per mio figlio e per i figli di tutte le madri incapaci come me».
Ge.Sat. Nella nota diffusa da Ge.Sat tramite l’Asl si legge che “il dipendente oggetto della citata lettera è stato assunto in data 25 ottobre 2013 dal provider del servizio di sterilizzazione con contratto a tempo indeterminato di tipo “tempo parziale misto” per un numero di 12 ore di lavoro settimanale e con uno stipendio lordo di 452,14 euro al mese”.
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