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Pistoia

Scontro Bertinelli-Marroni sul 118

 Scontro Bertinelli-Marroni sul 118

Centrale a Pistoia, il sindaco invita la Regione a rispettare le decisioni scritte

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PISTOIA. Ai margini della presentazione del macchinario contro i tumori, il sindaco Samuele Bertinelli non ha mancato di tirare una frecciata - breve ma significativa - all’assessore regionale Luigi Marroni e, indirettamente, anche al presidente toscano Enrico Rossi. Il tema è quello molto dibattuto negli ultimi mesi in tutta la piana metropolitana della centrale unica del 118. Marroni ha in buona sostanza confermato le parole dette da Rossi durante la recente visita a Quarrata, che escluderebbero l’ipotesi di portare la centrale di emergenza a Pistoia, relegandola a un ruolo secondario di trasporti ordinari e sociali. «La Regione rispetti le decisioni formali che ha assunto», ha detto lapidario Bertinelli rispondendo alle domande dei giornalisti con Marroni al suo fianco. Poi ha meglio precisato aggiungendo che «i rapporti fra le istituzioni non avvengono attraverso dichiarazioni orali, ma negli atti scritti firmati e approvati. Noi chiediamo il rispetto di quegli atti». Bertinelli si riferisce al fatto che tutti gli atti approvati in Regione sul 118, a differenza delle dichiarazioni estemporanee di Rossi e di altri amministratori regionali - vanno nella direzione di un trasferimento della centrale unica di emergenza del 118 a Pistoia. Bertinelli ha usato il “noi”, in quanto parlava a nome della Conferenza dei sindaci della provincia.

Liste di attesa. Un altro tema caldo trattato da Marroni a margine dell’inaugurazione dell’acceleratore lineare, è quello delle liste d’attesa. «Una delle priorità assolute per la Regione», ha affermato l’assessore alla sanità, che ha definito quello delle lunghe attese per le prestazioni sanitarie «il punto debole della sanità toscana». «Ci siamo prefissati l’obiettivo di portare le liste a livelli accettabili nel giro di 6-7 mesi. Questi livelli sono di 15 giorni per tutte le urgenze e 30 giorni per tutta la radiodiagnostica (tac, ecografie eccetera). Oggi questi limiti riusciamo rispettarli nel 60% dei casi, vogliamo recuperare questo gap». «Vogliamo una rete di cure distribuite - ha concluso - e per far sì che i “viaggi della speranza” non siano per l’estero o per chissà dove, ma avvengono in provincia. Già adesso l’oncologia è presente pure a San Marcello con la chemio, se Pistoia diventerà l’eccellenza toscana il ricorso alle cliniche universitarie di Careggi e Pisa dovrà avvenire solo pochissimi casi particolari».

Ospedale San Marcello. Marroni ha sostenuto con forza il suo piano e non vuole sentir parlare di chiusura o smentallamento: «L’ho fatto io e firmato insieme a 120 sindaci della Toscana, so bene che non va in quella direzione». (f.a.)

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