Il dolore
Raccomandazioni, bufera all’ospedale
Una lettera di una insegnante di Pistoia scatena la polemica: «Come si può lavorare nelle ditte che hanno gli appalti?»
PISTOIA. Un’insegnante pistoiese invia una lettera a gran parte dei giornali locali e nazionali. Nella sua «rabbia di madre» la signora parla, in pratica, di raccomandati a cui è stata data l’opportunità di un lavoro con il vecchio, abusatissimo, metodo italiano della conoscenza, al nuovo ospedale San Jacopo.
Nei servizi non sanitari è stato assunto un numero ancora imprecisato (l’abbiamo chiesto all’amministratore di Ge.Sat ma non lo sapeva) di persone. L’azienda è privata, ma con un unico cliente, che è pubblico: l’Azienda sanitaria. Nessuna obiezione sul fatto che quelle operate al nuovo ospedale dalla Ge.Sat siano assunzioni legittime, ma essendo il cliente un ente pubblico, e con la fame di assunzioni che c’è in questi anni, poteva a quelle stesse assunzioni, essere data un’evidenza pubblica?
«Siamo un’azienda privata - risponde Luca Pecchio, amministratore delegato di Ge.Sat -, abbiamo assunto come fanno le aziende private. Come fate voi al Tirreno, alla Nazione. Abbiamo assunto attingendo dalle scuole, dai centri per l’impiego. Sono stati visionati curricula, fatti colloqui...». Dice di non aver letto la lettera inviata a i giornali... L’ingegner Pecchio, amministratore delegato della Ge.Sat Scarl dal febbraio del 2013 risponde senza nascondere fastidio. Ma la questione non può essere elusa. A gennaio ha fatto discutere per giorni l’assunzione della figlia dell’assessore Tina Nuti al front office del nuovo ospedale. Un’assunzione, ha spiegato Nuti in consiglio comunale, avvenuta dopo due colloqui a Pistoia e Prato tra il luglio e l’agosto del 2013. La figlia dell’assessore aveva saputo che Ge.Sat cercava personale da «un incontro casuale con due collaboratori della società, nel periodo in cui svolgeva il suo precedente impiego di cameriera in un locale del centro».
Il sindaco Samuele Bertinelli aveva “rimproverato” in consiglio l’assessore alla sanità («Non informando nessuno ha sottovalutato le conseguenze») ma ne aveva riconosciuta la buona fede. Questione finita lì. Fino a due giorni fa, quando un’insegnante pistoiese invia una lettera a tutti i quotidiani locali e nazionali. Ha incontrato un suo ex allievo per caso, racconta. Un ragazzo che non ha preso il diploma, ma fortuna ha voluto abbia trovato lavoro al nuovo ospedale, dove si occupa della sterilizzazione dei ferri chirurgici: «Ha pensato a tutto mammà, con la ditta che gestisce in appalto i lavori», le avrebbe raccontato. «È stato assunto senza una domanda, un concorso, nulla», conclude l’insegnante, che pensa ai suoi compagni di classe chiamati tra pochi mesi a dare l’esame di Stato per un diploma che probabilmente non sapranno come sfruttare.
Ge.Sat gestisce per Sat (il concessionario che ha costruito il San Jacopo) i servizi non sanitari. Per 19 anni. Servizi affidati da Ge.Sat a provider esterni: Colser per la sanificazione, Serenissima per la ristorazione, Bioster per la sterilizzazione, cooperativa L’Arca per lo smaltimento rifiuti, Servizi Italia per la lavanderia, Apcoa Parking per il parcheggio. Sono loro, spiega Pecchio, che procedono con le assunzioni. Ce ne saranno altre, chiediamo, e quante ce ne sono state sinora? «Non lo so - risponde Pecchio - se ne occupano i provider. Abbiamo cercato di mantenere in essere le vecchie assunzioni, direi che al 90% sono stati ripresi i lavoratori già impiegati al San Jacopo: quelli delle pulizie, della ristorazione, delle manutenzioni».
Ma come vengono operate queste assunzioni? «Come qualsiasi azienda privata - risponde Pecchio - Attraverso le scuole, i centri per l’impiego. Recentemente è stata assunta una ragioniera. Abbiamo chiamato la scuola (non specifica quale, ndr) chiedendo i curricula dei migliori diplomati. Dopo i colloqui è stato scelto chi assumere». Pecchio spiega che sono stati visionate «montagne di curriculum». Ma non sa se verranno fatte altre assunzioni. «Chiunque può informarsi tramite il nostro sito (che non abbiamo trovato, ndr) o mandare un curricula al nostro indirizzo».
Allora cogliamo l’occasione per segnalarlo: Ge.Sat Scarl, via Rimini 27 , 59100 Prato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google