Finanza
«Quei prezzi troppo alti e non discussi con nessuno»
PISTOIA. «A Pistoia, prima città ad aver inaugurato l'ospedale, l'amministrazione ha seguito costantemente e continua a seguire, da molti mesi, la questione delle tariffe del parcheggio del nuovo...
PISTOIA. «A Pistoia, prima città ad aver inaugurato l'ospedale, l'amministrazione ha seguito costantemente e continua a seguire, da molti mesi, la questione delle tariffe del parcheggio del nuovo ospedale San Jacopo, ritenendo inaccettabilmente alte quelle inizialmente ipotizzate dalla società concessionaria (sosta 6 euro al giorno)».
Inizia così la nota di Palazzo di Giano in risposta alla decisione dell’azienda di gestione Apcoa di avviare il servizio a pagamento del parcheggio dell’ospedale da lunedì 17. «L'amministrazione comunale ha fin da subito espresso la propria posizione orientata a trovare un giusto equilibrio tra le legittime esigenze di ricavo dei privati, previste dal project financing, e il prioritario interesse pubblico a rendere accessibile a costi sostenibili i parcheggi delle nuove strutture, soprattutto in considerazione della funzione primaria svolta dall'ospedale».
Per questo, una volta che la trattativa sui nuovi parcheggi si era spostata in Regione, il 22 novembre scorso, il sindaco Samuele Bertinelli aveva inviato una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi con la quale si chiedeva di aprire "un confronto con le istituzioni locali interessate, le aziende sanitarie e la parte privata per giungere ad un'intesa che veda adeguatamente tutelate le ragioni dei cittadini toscani".
Rossi però non ha risposto e il Comune è tornato a sollecitare il tavolo regionale, «confermando la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi tariffaria che non tenga conto delle esigenze dei cittadini utenti e che non sia frutto di una condivisione con gli enti locali interessati». Invece «le ultime tariffe che Apcoa Parking avrebbe unilateralmente stabilito, risultano essere inaccettabili non solo perché troppo elevate, ma anche per le modalità con le quali sono state diffuse, senza alcuna condivisione con gli enti locali interessati».
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