Il Tirreno

Pistoia

I sindacati di polizia vogliono la testa del prefetto Lubatti

I sindacati di polizia vogliono la testa del prefetto Lubatti

L’accusa delle sette sigle riguarda la nuova Questura «Rallenta il trasferimento al nuovo Polo della sicurezza»

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PISTOIA. Tutto è pronto per il trasferimento di questura, polstrada e prefettura nel nuovo Polo della sicurezza di via Pertini, ma ancora niente si muove. E la responsabilità sarebbe unicamente del prefetto Mauro Lubatti. Di questo ne sono convinti tutti i sindacati di polizia della provincia di Pistoia. E in base a questa convinzione, ieri, Sap, Coisp, Siulp, Siap, Silp, Consap e Ugl hanno pubblicamente chiesto l’intervento del ministro dell’Interno affinché rimuova dal suo incarico il prefetto Lubatti.

«Nel prendere atto della evidente responsabilità del dottor Mauro Lubatti, prefetto di Pistoia, della situazione di stasi che riguarda il trasferimento della questura, della polizia stradale e della prefettura nel nuovo Polo della sicurezza di via Pertini – scrivono le sette organizzazioni sindacali, che congiuntamente hanno firmato un comunicato inviato alla stampa – chiediamo pubblicamente un immediato intervento del ministro dell'Interno Angelino Alfano affinché preveda per la provincia di Pistoia l'avvicendamento di un nuovo prefetto, capace di portare a compimento l'iter burocratico che allo stato è completamente arenato negli uffici dell'autorità governativa locale».

Dopo la battaglia portata avanti da sindacati, politici locali e amministrazione comunale, la questione della carenza di fondi, che aveva congelato il trasferimento, è stata risolta. A livello centrale l’iter burocratico si è concluso e il ministero avrebbe affidato al suo rappresentante locale, il prefetto appunto, di stipulare un nuovo protocolo d’intesa, un contratto preliminare con l’azienda costruttrice (la Cmsa di Montecatini) per riavviare i lavori interrotti e realizzare le rifiniture che ancora mancano. Passo che, dopo settimane, il prefetto Lubatti ancora non avrebbe compiuto.

«A due anni dal primo stop ai lavori, durante i quali è stato evidente l'interessamento di politica e amministrazioni locali e statali, che insieme alle organizzazioni sindacali hanno concretamente lavorato affinché, nonostante le difficoltà economiche dello Stato italiano, si riuscisse a portare avanti il progetto – vista la precaria situazione degli immobili attualmente occupati da questura e polizia stradale – Pistoia ha dovuto subire il suo prefetto, che rallenta e non agevola il progetto del nuovo Polo della sicurezza, che prima di riguardare lui riguarda il benessere ed il prestigio di una città intera. La mancata volontà a concretizzare un così importante progetto non può e non deve essere lo specchio di un' inefficienza dello Stato, che tutti vogliono sia superata nei fatti, ma che taluni di fatto vogliono ancora personalizzare e non razionalizzare».

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di Redazione web