Lutto
I lampioni «intelligenti» non piacciono: luce gialla
In corso l’installazione di lampade che fanno rispamiare fino 30mila euro regolando l’intensità. Ma in paese la novità sta suscitando delle perplessità
CUTIGLIANO. Percorrendo la strada provinciale che conduce al paese di Cutigliano, residenti e frequentatori abituali avranno certamente notato che, da una quindicina di giorni, la luce dei lampioni ha assunto un colore dai toni più caldi, tendente al giallo, rispetto alla precedente luce bianca. È entrato già in funzione su alcune linee di illuminazione pubblica, infatti, il nuovo sistema a risparmio energetico che, progettato e brevettato dalla Menowatt Ge (Energy service company, già parte del gruppo Sorgenia), è stato accolto dall’Amministrazione di Cutigliano come in molti altri comuni italiani. «Su ciascun punto luce– spiega l’assessore ai lavori pubblici, Lorenzo Pieracci – viene installato un dispositivo (il Dibawatt) capace di regolare l’attività della lampadina in modo da conseguire un’alta percentuale di risparmio rispetto alla spesa attuale». Il Dibawatt è un “apparecchio intelligente” che, prendendo informazioni dall’esterno, riesce a captare l’orario ed in base a questo a regolare in autonomia l’accensione e l’intensità della luce, senza bisogno della programmazione manuale. I lavori di installazione, affidati alla ditta Gm impianti di Gavinana, sono già iniziati: a ponte Sestaione i lampioni “gialli” son già visibili e proprio in questi giorni la ditta lavora per completare la linea da Casotti al piazzale della funivia. La modifica riguarderà l’intero territorio comunale (più di 800 lampioni) con l’eccezione di quelli del centro storico di Cutigliano che non sono compatibili. Le lampadine, prima a vapori di mercurio da 150W, sono sostituite con bulbi a sodio ad alta pressione da 70W. Secondo le previsioni in base al sopralluogo fatto e ai dati rilevati (le performance di risparmio saranno poi rilevate finiti i lavori di installazione e a regime di utilizzo) il risparmio si aggirerà intorno al 50% (212mila KWh annui circa) calcolato su 4.200 ore di accensione, il che equivale a quasi 40 tonnellate di petrolio e al rimboschimento di 5627 alberi l’anno. Ogni anno il comune risparmierà circa 30mila euro sull’attuale bolletta che per i primi 5 anni serviranno per il pagamento dei canoni di leasing legati all’intervento. «Avanzerà però qualche migliaio di euro - prosegue Pieracci - che il comune utilizzerà subito per il potenziamento di alcuni punti luce sul territorio comunale. Finito di pagare l’intervento, i risparmi confluiranno tutti in bolletta. Esistono forme anche più impattanti per il risparmio, ma abbiamo scelto questa poiché ci ha consentito di procedere senza accendere nuovi mutui. Inoltre la tecnologia a led non ha ancora raggiunto la massima efficienza». Come ogni novità, la nuova illuminazione non ha mancato di far discutere per la luce gialla e un po’ più debole emessa dalla nuove lampadine specie inizialmente: il sistema richiede almeno 10 giorni per raggiungere la massima intensità. Basta uscire dai confini del comune, tuttavia, per rendersi conto che molti fra borghi più belli ed antichi della Toscana si sono già dotati di luci dalle tonalità calde che, dal punto di vista estetico, più si addicono alla valorizzazione dei centri storici. Inoltre molti abitanti trovano queste lampadine più riposanti per gli occhi, senza che si creino comunque zone di buio tra un lampione e l’altro. Insomma, di fronte a tanta virtuosità, si può anche rinunciare ad avere di notte una visibilità perfetta come in pieno giorno.
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