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Don Mario, parrocchia parte civile

Don Mario, parrocchia parte civile

Costituzione a sorpresa nel processo contro gli assassini del sacerdote: chiesti i danni morali

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QUARRATA. Anche la parrocchia di Tizzana sarà parte civile nel processo per l’omicidio di don Mario Del Becaro, ucciso nella sua canonica, nel corso di una rapina, il 28 dicembre 2012. Ad accogliere la richiesta presentata dal legale della parrocchia, che in base al diritto canonico è una “persona giuridica”, è stato ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare Alessandro Buzzegoli, di fronte al quale, il prossimo 18 marzo, prenderà il via il processo per rito abbreviato. L’avvocato Adriano Saldarelli, del foro di Firenze, nella propria richiesta ha spiegato come l’uccisione di don Mario – guida dei fedeli e rappresentante legale della parrocchia e suo amministratore – abbia causato un danno morale, e non solo, di cui i suoi assassini devono essere chiamati a rispondere.

Oltre a quella della parrocchia di Tizzana, il gup del tribunale ha accolto anche la richiesta di costituzione di parte civile dei due fratelli e delle due sorelle del sacerdote ucciso: un passo, ha spiegato l’avvocato Alberto Rocca, dettato non certo dall’aspettativa di un risarcimento ma dal desiderio di giustizia e di testimoniare come la morte non cancelli l’amore fraterno .

Ad essere processati con il rito abbreviato saranno in quattro, tutti albanesi. Ma solo su tre penderà l'accusa di omicidio volontario, mentre per l'altro il reato contestato sarà solo quello di concorso in rapina aggravata (accusa mossa anche agli altri tre complici). Ad aver commesso materialmente l'omicidio, come da loro stessi confessato, sono stati Gazmor Haxillari, 36 anni, residente a Prato, e Fation Kraja, 27, residente a Montemurlo. Di concorso oggettivo nell'omicidio è accusato invece Bledar Haxillari, 29 anni, residente a Prato, fratello di Gazmor: fu l'ideatore del furto all'interno dell'abitazione del parroco; furto che poi era degenerato in rapina e quindi in omicidio a causa del ritorno imprevisto del sacerdote.

Arber Kraja, 22 anni, residente a Montemurlo, è imputato unicamente di concorso oggettivo in rapina: in auto accompagnò fino alla canonica il fratello e Gazmor Haxillari, secondo il pm con la consapevolezza che i due avevano intenzione di compiere il furto e che questo sarebbe potuto degenerare in un reato più grave qualora don Mario Del Becaro fosse tornato a casa prima del tempo.

I quattro avevano pianificato di svaligiare la canonica di Tizzana spinti dalle voci che circolavano sulla presunta ricchezza del 63enne sacerdote, risultate poi non fondate: nella cassaforte del sacerdote avevano trovato solo 200 euro e qualche monile. Rincasato troppo presto dopo aver accompagnato Bledar Haxhillari alla fermata dell'autobus, Don Mario del Becaro era stato aggredito, picchiato, legato e imbavagliato (era poi morto soffocato) da Gazmor Haxhillari e Fation Kraja, fatti entrare di nascosto in precedenza dallo stesso Bledar, che poi aveva inventato la scusa del passaggio per far allontanare il sacerdote.

Gran parte del processo verterà sulle diversità di vedute dei periti di parte sulle cause della morte. (m.d.)

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