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traffico di medicine

Collegio infermieri «Nell’inchiesta atti gravissimi»

Il Collegio infermieri della provincia di Pistoia è pronto a costituirsi parte civile nell’eventuale processo contro i tre infermieri iscritti al Collegio coinvolti nell’inchiesta sui traffici...

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Il Collegio infermieri della provincia di Pistoia è pronto a costituirsi parte civile nell’eventuale processo contro i tre infermieri iscritti al Collegio coinvolti nell’inchiesta sui traffici illeciti di medicinali dopanti e attrezzature mediche all’ospedale del Ceppo.

In una lettera diffusa ieri, la presidente del collegio, Tamara Procopio, «esprime profonda soddisfazione per l’operazione... che ha portato alla denuncia di 22 persone, tra cui tre infermieri iscritti al Collegio, per i reati di peculato, abuso d’ufficio, truffa aggravata, appropriazione indebita, ricettazione e violazione delle disposizioni sulla disciplina delle attività sportive e lotta contro il doping».

Procopio esprime anche «profonda preoccupazione, qualora i fatti contestati dovessero un domani essere processualmente accertati, in quanto ciò evidenzierebbe una grave perdita di senso morale, etico e deontologico che queste condotte, penalmente rilevanti, significherebbero negli infermieri coinvolti».

«La notizia di infermieri che commettono reati di ogni tipo – continua la nota – ma ancora di più se i reati sono di per sé odiosi come quelli oggetto di indagine, è gravissima ed è importante che le forze dell’ordine e la magistratura continuino, con il pieno appoggio morale del Collegio di Pistoia, nell’azione di prevenzione e di repressione di comportamenti che dovrebbero essere lontani anni luce dal profilo e dall’essenza stessa della professione infermieristica».

Procopio non esita a definire «di una gravità enorme» i fatti oggetto dell’inchiesta, se venissero ovviamente dimostrati, «in quanto non è proprio della categoria professionale l’essere anche solo sfiorata da comportamenti che costituiscono illecito penale».

Il Collegio di Pistoia «non solo seguirà attentamente gli sviluppi della vicenda giudiziaria, che tocca tre propri iscritti, ma metterà in atto tutte le prerogative sue proprie, anche quale garante nei confronti dei cittadini della qualificazione dei professionisti, tese a individuare eventuali profili deontologicamente rilevanti, offrendo sin da ora ogni contributo possibile all’azione della magistratura».

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