Il Tirreno

Pistoia

Copit: i criminali non c’intimidiscono

Bertinelli sulle incursioni vandaliche: «Secondo gli inquirenti sono messaggi chiari, non ci pieghiamo ai ricatti»

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PISTOIA. «Nella notte tra il 20 e 21 febbraio gli uffici, il magazzino e l’officina del Copit di via dell’Annona sono stati “visionati” da almeno 4 persone... che non hanno fatto una bravata. Sono stati distrutti o danneggiati selettivamente oggetti e stanze con gesti che secondo le autorità inquirenti sono messaggi da non sottovalutare. Chiunque voglia dare messaggi a Copit in termini criminali sappia che né l’azienda né il Comune si faranno intimidire in alcun modo».

Ripete più volte «non ci faremo intimidire», il sindaco Samuele Bertinelli nella seduta di consiglio comunale. Anche sulla partecipata del trasporto pubblico infuria la tempesta. Da mesi i rapporti di una parte sindacale con il nuovo presidente, Antonio Di Zanni, sono tesi. Nella commissione consiliare del 22 gennaio, i sindacalisti Walter Gemmi (Uil) e Andrea Seghi (Cobas), hanno portato alla luce il problema dei mezzi vetusti, che viaggerebbero anche con le spie accese. Il verbale della seduta è stato trasmesso, su richiesta dei consiglieri, alla procura della Repubblica. Su questa audizione il consigliere di Progetto Toscana, Andrea Betti, ha presentato un’interrogazione al sindaco. «Ha risposto - dice Rosalia Billero (Federazione della sinistra) il presidente Di Zanni tramite stampa. Lo stesso avrebbe fatto avvisi minacciosi ai sindacalisti dopo l’audizione. Il 7 febbraio è stato poi diramato un avviso al personale, nel quale in sostanza si dice che il personale deve essere in grado di capire se il guasto segnalato è una cosa seria o, ad esempio, un contatto. Se le segnalazioni si riveleranno “pretestuose o infondate” verranno “applicate le previste sanzioni disciplinari”. Credo - afferma Billero - che non si possa procedere in questo modo quando si parla di sicurezza, e non si possa avere un atteggiamento intimidatorio».

«Concordo - le fa eco Betti - Gli autisti non possono essere così preparati da capire sempre la gravità della segnalazione. Ritengo che quella di Di Zanni, manager preparato, sia stata una scelta felice per Copit, ma è eccessivo minacciare sanzioni. Può nascerne un problema politico, chiedo alla direzione di fare un passo, conciliante, indietro».

Di Zanni, replica Bertinelli, è dirigente accorto: «Se ha usato parole forti ha elementi per farlo. Il clima in azienda, in un certo momento, è stato tutt’altro che rassicurante, anche per l’incolumità fisica».

Bertinelli ricostruisce la sequenza degli eventi: «Il 25 gennaio ho ricevuto comunicazione dell’audizione dei due sindacalisti e della richiesta di indirizzare gli atti alla procura. Una scelta che ho condiviso. Il 27 ho inviato a Di Zanni una lettera in cui l’ho informato dell’audizione. Il presidente mi ha inviato una risposta circostanziata che, in data 10 febbraio, ho riportato a Betti. I mezzi sono sicuri? L’azienda assicura di sì: vengono revisionati a cadenza periodica. Il presidente ha illustrato le procedure con cui gli autisti rilevano eventuali guasti e ha annunciato una verifica interna».

Dal 22 gennaio il numero delle segnalazioni di guasti ha subìto un picco: da meno di una a sette al giorno. Il 70% da parte di autisti appartenenti a due sigle sindacali. «Il 14 febbraio - prosegue Bertinelli - c’è stata un’ispezione ai mezzi da parte della Provincia, che non ha portato ad alcun rilievo nei confronti di Copit. Il 19 febbraio Gemmi ha scritto una nota all’azienda, a me e al presidente della commissione Affari generali Giacomo Del Bino, precisando che il suo intento non era quello di mettere in dubbio la sicurezza dei mezzi, che era stato equivocato e che il suo era un discorso che voleva avere un respiro sindacale più ampio. A mio avviso le sue dichiarazioni non sono equivocabili, e saranno esaminate nelle sedi opportune».

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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