Italia
Infermieri indagati l’Asl non si accorgeva dei furti al Ceppo
Nel 2013 i controlli effettuati dall’azienda sanitaria non avevano portato alla scoperta di movimenti sospetti
PISTOIA. Per almeno un paio d’anni hanno fatto sparire dall’ospedale medicine e materiale sanitario. Questa, almeno, l’accusa contro quattro infermieri dell’Asl, tra i 22 denunciati dalla polizia per il “giro” di doping ed esami facili scoperto attorno al Ceppo.
Sparivano fiale dal valore fino a 400 euro ciascuna. Spariva materiale sanitario come garze, fasce, guanti, siringhe. Ma al Ceppo nessuno si è mai accorto di nulla. I controlli periodici sul consumo di medicinali e materiali non ha evidenziato anomalie significative. Nel 2013 tutto tranquillo su questo fronte, anche nei periodici “incontri di budget”, che servono proprio a monitorare l’andamento della gestione. È per questo che – come sottolineato giovedì in conferenza stampa dal questore Maurizio Manzo e dal capo della mobile Antonio Fusco – il “giro” fuorilegge è stato scoperto grazie ad indagini mirate e non a denunce dell’Asl.
Due i possibili motivi: o le quantità in ballo sono esigue (gli investigatori non hanno fornito cifre precise, hanno però sottolineato che in ballo c’era merce per un valore di alcune decine di migliaia di euro), oppure i controlli dell’Asl hanno maglie troppo larghe.
Certo è che l’azienda sanitaria ha introdotto solo lo scorso anno un sistema di autorizzazione della richiesta di prodotti nella farmacia ospedaliera. Ulteriori controlli verranno eseguiti anche sulla base dei risultati dell’inchiesta della procura. Le prime verifiche, eseguite negli ultimi giorni, hanno confermato gli esiti del passato: nulla di significativo.
Forse chi sottraeva medicinali e materiale sanitario dai magazzini del Ceppo lo faceva limitandosi ogni volta a piccole quantità, per non dare nell’occhio. Di certo è stata proprio la decisione di “alzare il tiro” che ha provocato – nel luglio 2013 – l’intervento della squadra mobile, che fino ad allora si era limitata a pedinare e intercettare il gruppo di infermieri poi denunciati.
L’allarme rosso, infatti, scattò quando da un’intercettazione telefonica gli investigatori capirono che il gruppo si preparava a far sparire non delle medicine ma un intero macchinario sanitario. Fu allora che si decise di intervenire per stroncare il progetto. E proprio in quei giorni uno degli infermieri denunciati, Giuliano Gargini, venne intercettato sopra Capostrada con l’auto piena di materiale sanitario sottratto all’ospedale.
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