La protesta
In vendita prodotti rubati arrestati due farmacisti
Indagine della polizia, marito e moglie finiscono agli arresti domiciliari La donna è una dipendente Farcom, l’uomo ha una parafarmacia
PISTOIA. Quando era sicura di non essere vista, avrebbe rubato i medicinali dagli scaffali della farmacia comunale dove lavorava per portarli, a fine turno, a casa dal marito, che, a sua volta, li avrebbe rimesso in vendita nella propria parafarmacia. Secondo gli elementi dell’accusa, sarebbero stati incastrati dalle intercettazioni telefoniche e dalle telecamere spia piazzate dagli investigatori della Squadra mobile di Pistoia, i due farmacisti, marito e moglie, arrestati ieri mattina con l’accusa di peculato continuato e truffa aggravata. Sono Edoardo Ottaviano, 63 anni, titolare della parafarmacia di via Nazario Sauro, a Pistoia, e Antonia Palazzo, anche lei 63enne, dipendente della Farcom e attualmente al lavoro nella farmacia comunale che la società a partecipazione pubblica gestisce a Larciano. In esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip del tribunale Patrizia Martucci, su richiesta del pm Francesco Sottosanti, titolare dell’inchiesta, l’uomo (anche lui in passato dipendente delle farmacie comunali, prima che si licenziasse per aprire un’attività in proprio) è stato prelevato dai poliziotti della Mobile ieri mattina intorno alle 11 nel suo esercizio commerciale, che si trova a poche centinaia di metri dalla questura di via Macallé. La moglie invece si trovava a casa. Entrambi sono stati portati in questura per la fotosegnalazione e le formalità di rito per poi essere scortati nella loro residenza, dove rimarranno agli arresti domiciliari.
Come hanno spiegato ieri in conferenza stampa il questore Maurizio Manzo e il dirigente della Squadra mobile, Antonio Fusco, le indagini sono partite lo scorso ottobre. «Alcuni colleghi della donna – ha spiegato Manzo – si sono accorti dei suoi comportamenti sospetti e della sparizione di farmaci proprio in concomitanza dei suoi turni di sabato o di domenica, quando in farmacia lavora una sola persona».
I sospetti erano stati comunicati alla direttrice della farmacia che, a sua volta, aveva informato l’amministratore unico della Farcom, Simona Laing, che si era rivolta alla polizia. A quel punto, attraverso le telecamere spia e le intercettazioni, la dipendente era stata tenuta sotto stretto controllo. E così è stato possibile - sempre secondo le accuse - accertare il furto di decine di prodotti farmaceutici. «Farmaci per il cui acquisto non c’è bisogno di ricetta – ha spiegato il vicequestore Fusco – e che il marito rivendeva poi nella sua parafarmacia. È capitato anche che l’uomo telefonasse alla moglie per ordinarle ciò di cui aveva bisogno: un cliente gli chiedeva un farmaco che lui non aveva, lui gli diceva di ripassare il giorno dopo e poi chiamava la moglie per farselo portare la sera quando tornava a casa».
Le indagini sono andate avanti fino a dicembre. Antonia Palazzo è accusata anche di aver ripetutamente rubato denaro dalla cassa e di aver venduto a clienti della farmacia comunale prodotti che in realtà erano della parafarmacia del marito, naturalmente senza battere il relativo scontrino: l’obiettivo era di smaltire tali medicinali visto che dal 2014 l’uomo avrebbe trasformato la sua attività in semplice erboristeria.
Documentato - per la polizia - anche lo scambio di confezioni: la donna portava in farmacia medicinali prossimi alla scadenza dalla parafarmacia del marito e riportava indietro confezioni più recenti.
Al momento non è stato possibile quantificare il valore e la quantità di medicinali sottratti in quanto le farmacie comunali non hanno un sistema di gestione del magazzino tale da rendere possibile una verifica in tal senso. La Farcom ha comunque fornito alla polizia fin dall’inizio la massima collaborazione nelle indagini.
Massimo Donati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
