Sicurezza
«Impossibile pulire bene al nuovo ospedale»
Billero (Federazione della sinistra): le donne delle cooperativa in grossa difficoltà con i tempi
PISTOIA. Impossibilità di sanificare adeguatamente gli ambienti a causa del poco tempo a disposizione. Da evitare anche in un’azienda privata. Solo che qui si parla di ospedale, un luogo dove la gente va a curarsi, e dove l’igiene viene al primo posto. Domani, in consiglio comunale, la consigliera del gruppo Federazione della sinistra Rosalia Billero, si farà portavoce del disagio delle donne delle pulizie al nuovo ospedale. Le lavoratrici della cooperativa che ha avuto in subappalto il lavoro dalla Colser di Parma le avrebbero prospettato una situazione lavorativa molto difficile. Non accettabile, secondo Billero, in un ospedale. E la consigliera presenta un’interpellanza nella seduta di domani, chiedendo al sindaco che faccia da tramite con l’Asl. «Quanto costa all’Azienda sanitaria e quindi alla cittadinanza- domanda Billero - la pulizia dell’ospedale? E soprattutto una pulizia non adeguata?».
Billero si riferisce in primo luogo agli ambulatori. «Dai colloqui avuti con le donne delle pulizie, mi è stato spiegato che i tempi per pulire i venti ambulatori, la sala d’aspetto e l’ingresso dell’ospedale sono assolutamente insufficienti. Un’ora per pulire tutto: non ce la fanno». O meglio, spiega, «riescono a detergere, ma non a sanificare adeguatamente».
Un paradosso, secondo Billero, soprattutto alla luce del fatto che le 70 lavoratrici sono in cassa integrazione, con contratti part time e uno stipendio decurtato di circa il 30% per gli orari di lavoro ridotti. La cassa integrazione è in vigore dal trasferimento al San Jacopo, ed è stata giustificata soprattutto con le minori dimensioni del nuovo ospedale: 11mila metri quadrati in meno da pulire. Gli otto mesi di cassa scadranno a fine marzo, e prima di quella data i sindacati incontreranno la Colser.
A quanto sostengono alcune lavoratrici ci sono tempi talmente stretti per svolgere i compiti assegnati che non è possibile garantire una sanificazione accurata. Questo è il principale, ma non è l’unico problema. «Al Ceppo - ricorda Billero -ad ogni piano era presente una stanza-magazzino dopo lasciare i carrelli coi rifiuti. Al San Jacopo questi locali non sono ancora stati individuati. I carrelli coi rifiuti vengono messi dove danno meno noia: negli ingressi o nelle stanze di degenza vuote». (t.g.)
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