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Il sindaco ordina: l’acqua delle Ville deve tornare potabile
Colibatteri dal rubinetto di 50 famiglie, interviene il Comune L’Asl spiega che da sempre è consentito solo l’uso irriguo
PISTOIA. Acqua non potabile per cinquanta famiglie nella zona delle ville Sbertoli. La notizia, sollevata dai residenti e dal consigliere comunale Andrea Betti che ha pronta un’interorgazione al sindaco, è finalmente all’attenzione anche degli enti preposti alla salute dei cittadini. Il sindaco Bertinelli, sebbene l’acquedotto sia di proprietà dell’Asl, ha emanato un’ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua per gli utenti e di ripristino della potabilità a carico del gestore, cioé l’ufficio tecnico dell’Asl. Dal canto suo, l’azienda sanitaria ha fatto sapere al Comune che quell’acquedotto non può essere configurato come potabile. «L'amministrazione - si legge in un comunicato del Comune - pur non rivestendo responsabilità dirette sulla questione, dal momento che si tratta di acquedotto privato, si sta facendo comunque parte attiva al fine di verificare nel dettaglio la situazione e di coordinare le parti per l'individuazione di una soluzione temporanea alla problematica, nonché per valutare le possibili risoluzioni definitive».
Sulla vicenda interviene anche l’Asl, ripercorrendo la storia del famoso acquedotto. L'acquedotto delle Ville Sbertoli è nato fin dalla sua lontanissima origine per servire esclusivamente il complesso delle stesse Ville. Ciò nnonostante - scrive l’Asl - lungo il suo tracciato sono state costituite da tempo immemorabile servitù di presa d'acqua, esclusivamente per finalità irrigue. «L’Asl non ha mai gestito tale acquedotto con finalità di distribuzione di acqua potabile nei confronti di terzi, funzione che tra l'altro non gli compete - si legge nel comunicato -Le verifiche di potabilità - svolte in passato a cadenza generalmente annuale e non bisettimanale come è stato detto - sono state eseguite dall’Asl esclusivamente nella sua qualità di proprietario delle Ville Sbertoli al solo fine di verificare la qualità dell'acqua usata al loro interno ed è cessata una volta avuto termine le attività precedentemente svoltevi. A quell'epoca, inoltre, le Ville erano comunque servite da specifici sistemi di trattamento e addolcitori delle stesse acque al fine di assicurarne la potabilità». Risalgono addirittura al 1978, dice l’Asl, le prime segnalazioni formali ai proprietari dei terreni e titolari dei diritti di servitù di presa d'acqua per informarli della natura esclusivamente irrigua della servitù e del divieto di utilizzo delle acque per l'alimentazione umana. «Poiché la problematica investe diversi proprietari (i quali, va detto, lamentano semmai che esistano allacciamenti non autorizzati che drenano le risorse idriche rispetto alle quali insistono i loro risalentissimi diritti) - conclude ml’Asl - l'azienda sta collaborando col Comune di Pistoia e gli enti pubblici deputati alla distribuzione dell'acqua per dare definitiva soluzione alla questione». (f.a.)
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