Il dolore
Torna l’accusa di doping per Simone Sguerri
Tra i nomi emersi finora nell’ambito delle persone indagate dalla squadra mobile per i traffici illeciti di medicine dopanti e di esami medici “facili” ce n’è uno solo già noto alle cronache. Si...
Tra i nomi emersi finora nell’ambito delle persone indagate dalla squadra mobile per i traffici illeciti di medicine dopanti e di esami medici “facili” ce n’è uno solo già noto alle cronache. Si tratta di Simone Sguerri, 45 anni, di Quarrata, uno dei cicloamatori più noti a livello nazionale.
Sguerri è la punta di diamante dell’associazione amatoriale ciclistica quarratina “Genetik Cycling” e negli ultimi anni ha fatto incetta di vittorie e piazzamenti in numerose gare. Il suo nome, però, è stato più di una volta associato anche all’uso di sostanze proibite per potenziare le prestazioni sportive. Nell’ottobre 2009 , al termine della Gran fondo dei monti Ausoni, in provincia di Latina, fu trovato positivo all’idroclorotiazide, una sostanza inclusa nell’elenco dei prodotti proibiti. Il tribunale nazionale antidoping gli inflisse una squalifica di tre mesi. Finì anche sotto processo per violazione della legge antidoping, ma il tribunale di Pistoia lo assolse, riconoscendo che l’atleta aveva assunto la sostanza per curarsi l’asma. Ora il nome di Sguerri torna ad essere affiancato ad una vicenda di doping. Secondo gli inquirenti, ha ricevuto da Stefano Corsini, un altro degli indagati, alcuni farmaci a base di “epo” trafugati dall’ospedale. Di qui l’accusa di ricettazione.
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