Gioco
Senza acqua potabile 50 famiglie nella zona delle Ville Sbertoli
L’acquedotto di proprietà dell’Asl non viene più controllato da due anni e le ultime analisi fatte su richiesta di un’associazione hanno riscontrato forti concentrazioni di colibatteri
PISTOIA. L’acqua che esce dall’acquedotto delle Ville Sbertoli, di proprietà dell’Asl, non è potabile. Ma una cinquantina di famiglie che se ne servono l’hanno sempre bevuta. E qualcuno continua a farlo, ignaro o consapevole, nonostante gli avvisi affissi a metà dicembre dall’azienda sanitaria. La vicenda, sollevata da un’interrogazione al sindaco di Andrea Betti, ha degli aspetti paradossali in quanto, almeno teoricamente, quell’acqua i cittadini non avrebbero dovuto mai beròa. Ma nessuno ha mai controllato, almeno fino a qualche mese fa. Da quanto ci raccontano alcuni residenti, il problema esiste da tempo ed è tornato fuori con chiarezza quando l’associazione “Granello di senape”, che ha sede in via Collegigliato nei pressi delle Ville Sbertoli, dovendo svolgere un un adempimento ha avuto bisogno del parere dell’Asl sulla qualità dell’acqua che usciva anche dal rubinetto della sede dell’associazione. La risposta dell’analisi microbiologica è arrivata dopo non molto dal responsabile del dipartimento prevenzione igiene e sicurezza della stessa Asl ed è stata inequivocabile: acqua «non conforme agli standard di qualità fissati dalla legge». I parametri fuori tabella riguardano l’Escherichia Coli e i Coliformi totali. Senza esagerare e usando un eufemismo, l’acqua che hanno bevuto in questi anni i residenti di parte di via Collegigliato, Bigiano Alta fino a via delle Guaine, può essere paragonata a quella di un fiume medio, ma non di montagna. L’ufficio chiede anche al gestore dell’acquedotto, quindi alla stessa Asl, «di prendere tutti i provvedimenti del caso, compreso il divieto di destinare l’acqua al consumo umano e di adottare tempestivamente misure idonee ad adeguare la qualità dell’acqua, con operazioni di controllo e manutenzione alle opere di presa, ai depositi e agli impianti di trattamento, oltre ad un’immediata verifica analitica».
Ad oggi niente di tutto questo è stato fatto e i cittadini protestano, per niente soddisfatti di quei cartelli appesi ai cancelli delle abitazioni a dicembre dell’anno scorso. L’Asl chiarisce che sta aspettando di cedere l’acquedotto, con la patata bollente, a Publiacqua: c’è una trattativa in corso. Ma fa anche notare che quell’acquedotto serviva alle Ville Sbertoli e che l’Asl aveva accosentito gli allacciamenti, ma non per l’uso potabile dell’acqua. Una risposta, quella dell’azienda sanitaria, che non piacerà sicuramente ai residenti attuali e cinquanta famiglie non sono poche.
«L’acquedotto fu realizzato da Agostino Sbertoli - dice Franco Lorenzi, ex consigliere comunale che vive nella zona - e l’acqua attingeva da varie sorgenti a monte. Fu realizzato un sistema di decantazione e fino a due anni fa quel’acqua era perfettamente potabile per tutti. Poi con la dismissione e l’abbandono delle Ville Sbertoli, anche l’acquedotto è andato in malora e nessuno se n’è più curato, compresa l’Asl che si vuole sbarazzare delle Ville». Da due anni l’Asl aveva interrotto i prelievi dell’acqua da analizzare, che prima venivano svolti con una cadenza bisettimanale.
Francesco Albonetti
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