Sicurezza
Esami facili e fiale rubate indagati dieci infermieri
Maxi inchiesta della Squadra mobile, partita da un giro di medicinali dopanti che sparivano dall’ospedale del Ceppo. Sotto inchiesta in totale 22 persone
PISTOIA. L’inchiesta è nata nel gennaio dello scorso anno, quando gli uomini della squadra mobile della questura, guidata da Antonio Fusco, hanno deciso di approfondire le insistenti voci che circolavano su un giro di farmaci a base di “epo”, la sostanza tanto amata dagli atleti dopati. E tra pedinamenti, verifiche, intercettazioni telefoniche, un anno dopo sono scattate ben 22 denunce – tra cui 10 infermieri e dipendenti Asl – punta dell’iceberg di una inchiesta che rivela un intrico di traffici loschi all’interno dell’ospedale. Medicinali proibiti, certo, ma anche furti di materiale sanitario per decine di migliaia di euro. E soprattutto, visite ed esami “facili”, riservati agli amici degli amici, che riuscivano a farsi gli esami con solo un paio di giorni di attesa e senza pagare il ticket.
I contorni dell’inchiesta sono stati resi noti ieri mattina in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il questore Maurizio Manzo e il dirigente della Squadra mobile Antonio Fusco. Giovedì 13 marzo l’inchiesta vivrà un nuovo passaggio, con l’incidente probatorio durante il quale il pm Francesco Sottosanti interrogherà tre dei principali indagati (Gargini, Corsini e Marata), per fissare le loro dichiarazioni sul ramo dell’inchiesta che riguada il traffico illegale di sostanze da doping.
Secondo gli investigatori, all’ospedale del Ceppo, almeno dal gennaio 2011 fino allo scorso mese di luglio, quando è stato chiuso, agiva un quartetto di infermieri (Giuliano Gargini, Caro Marata, Leonardo Barni e Barbara Begliomini) dediti al sistematico saccheggio di medicinali a base di eritropoietina, efedrina ed altre sostanze dopanti che si potevano trovare in ospedale. Fiale del valore dai 150 ai 400 euro ciascuno.Gargini raccoglieva poi i farmaci e li vendeva ad un altro indagato, Stefano Corsini, dipendente della Società autostrade, ritenuto il collegamento con il mercato nero dei farmaci nell’ambiente del ciclismo amatoriale. Al suo interno, spicca il ruolo attribuito ad un ciclista amatoriale molto noto per i suoi successi sportivi e non nuovo a problemi di doping, il quarratino Simone Sguerri. Corsini riusciva a procurarsi anche farmaci a base di somatropina, altra sostanza proibita. A fornirglieli, secondo la procura, il magazziniere della farmacia Nannucci, Andrea Benesperi.
Tra gli infermieri sotto indagine, Gargini arrotondava lo stipendio lavorando anche in una casa di riposo di Porretta, la “Sassocardo”, alla quale procurava materiale sanitario (bende, tamponi, siringhe, camici, guanti) portato via dall’ospedale del Ceppo.
Nel luglio scorso, proprio nei giorni del trasferimento delle attività nel nuovo ospedale San Jacopo, la polizia lo bloccò sopra Capostrada, con l’auto piena di materiale sanitario, in viaggio – dicono gli inquirenti – verso Porretta. Comunque anche la titolare della casa di riposo e la responsabile del personale sono state denunciate, per peculato.
Ma le indagini su Gargini e Marata hanno condotto gli uomini della Mobile anche a scoprire il “giro” di esami medici forniti ad amici e conoscenti senza passare dalle file del Cup e senza pagare il ticket. Per questa diversa “tranche” dell’inchiesta, sono indagati altri 6 dipendenti dell’Asl nonchè 8 utenti che avevano approfittato di questo canale preferenziale illecito. Per loro le accuse sono di abuso d’ufficio e truffa aggravata. Nella pratica, gli infermieri del “giro” chiedevano a tecnici compiacenti di eseguire l’esame del sangue, la radiografia o l’ecografia senza far risultare la prestazione. Altrimenti, era possibile, grazie alle conoscenze giuste al Cup, far inserire dei nomi nelle liste di attesa, nei posti vuoti che si creano per le rinunce dei legittimi pazienti. Gli investigatori non hanno trovato traccia di pagamenti per queste prestazioni, ma non escludono che ciò avvenisse. Come non sono in grado, al momento, di verificare le esatte dimensioni del “giro” di prenotazioni facili, visto che gli 8 casi accertati sono quelli in cui si sono imbattuti seguendo le piste dell’indagine originaria, quella sull’Epo.
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