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Pistoia

Mi sento sereno, ho la coscienza a posto

Mi sento sereno, ho la coscienza a posto

Appaltopoli, l’ex sindaco Renzo Berti citato a giudizio. I suoi legali: «Ha già prodotto alla procura una memoria articolata»

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PISTOIA. «Ho la coscienza limpidissima. Spero che tutto venga chiarito». Renzo Berti non sa ancora quando sarà la data del processo davanti al giudice monocratico. Anche lui è finito nel grande calderone dell’inchiesta Untouchables. La citazione in giudizio del pubblico ministero Francesco Sottosanti è frutto degli sviluppi dell’inchiesta sugli appalti truccati e delle testimonianze che si sono succedute nel processo in corso.

Renzi deve rispondere dell’accusa contenuta nell’articolo 361 del Codice penale (omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale), un reato a citazione diretta, per il quale non è prevista una richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm, che deve poi essere passata al filtro del giudice dell’udienza preliminare. In questo caso è stato lo stesso pm Sottosanti a decretare il rinvio a giudizio al termine delle indagini, e al momento manca solo la data del processo di fronte al giudice monocratico del tribunale di Pistoia.

Renzo Berti è stato sindaco di Pistoia per due legislature, dal 2002 al 2007 e dal 2007 al 2012. Dal maggio del 2012 al suo posto siede Samuele Bertinelli. Un mese dopo l’insediamento di Bertinelli a palazzo di Giano è scoppiata Appaltopoli. L’inchiesta Untouchables ha portato alla luce quello che gli inquirenti ritengono sia stato un intreccio consolidato negli anni di malaffare e appalti truccati per affidare lavori pubblici alle ditte “amiche” in cambio di tangenti e bustarelle.

Da noi interpellato all’indomani dell’arresto di Marcello Evangelisti, dirigente dell’ufficio Lavori pubblici in Comune, ritenuto dalla procura il deus ex machina di Appaltopoli, Berti non nascose il suo stupore. E anche in quel caso, come ieri, si augurava che fosse fatta rapidamente piena luce sulla vicenda.

L’ex sindaco Pd è ora tornato alla sua attività quotidiana di medico Asl, ma di recente è stato anche designato a capo della task force di 50 tecnici della prevenzione incaricati dalla Regione Toscana di fare verifiche nelle aziende cinesi. Una decisione nata in seguito al rogo nel quale poche settimane fa sette operai cinesi sono rimasti uccisi al Macrolotto di Prato.

Amareggiato e non senza ironia, ora Berti si sente di dire: «Sconsiglio a chiunque di fare il sindaco». È difeso dagli avvocati Silvia Ginanni e Francesca Fagnoni. Ginanni è stata assessore ai tempi della seconda giunta Berti, si occupava di urbanistica. «A seguito della notizia apparsa sugli organi di stampa - scrivono i due avvocati - preme rilevare che ad oggi le sottoscritte, quali legali del dottor Renzo Berti, hanno ricevuto formale conoscenza solo dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Il nostro assistito ha già prodotto alla procura un’articolata memoria, in uno spirito di collaborazione ma anche di chiarimento della propria posizione, ribadendo la propria estraneità, in fatto e in diritto, alle contestazioni mosse. Il dottor Berti - proseguono - da un lato non ha infatti mai ricevuto segnalazioni di presunte irregolarità relative alla complessa questione degli incentivi di progettazione. Dall’altro lato quando ne sia stato fatto partecipe, ha sempre demandato agli organi preposti al controllo della legittimità amministrativa degli atti tutti i necessari approfondimenti, in presenza, anche solo, di dubbi sulla loro regolarità. Infine, non è mai stata prospettata al sindaco da parte degli organi competenti alcuna ipotesi di reato. Ad oggi - concludono i due legali - non è pervenuta alle sottoscritte alcuna comunicazione di ulteriori attività procedimentali da parte degli inquirenti. In ogni caso, si precisa che risponde alla ferma volontà del dottor Berti difendersi nelle competenti sedi in modo pieno e con la massima serenità, avendo sempre agito, nello svolgimento del suo mandato, nel pieno rispetto delle norme e della correttezza amministrativa».

Quello che dice, personalmente, anche l’ex sindaco. «Tornassi indietro rifarei esattamente le cose che ho fatto, almeno a questo riguardo. Sono assolutamente sereno. Ho la coscienza limpidissima, spero che tutto venga chiarito. Ho presentato una ricostruzione puntuale delle cose che mi vengono contestate».

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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