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Pistoia

L’Sos di Fabrizio Tesi «Crisi infinita anche per il vivaismo»

L’Sos di Fabrizio Tesi «Crisi infinita anche per il vivaismo»

Duro intervento dell’imprenditore all’incontro con l’ex ministro Passera in visita all’azienda di via Canapale

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PISTOIA. «Dopo quarant’anni di crescita e leadership, da sei sette anni siamo entrati in una situazione di crisi di cui non si vede la fine». Il grido d’allarme arriva da Fabrizio Tesi, rappresentante di una delle aziende leader del vivaismo pistoiese. Finiti i bei tempi dello sviluppo: anche per il settore simbolo dell’economia pistoiese questi sono anni di crisi.

Tesi ha aperto l’incontro, svoltosi nella sala conferenze della sua azienda, in via di Canapale, tra rappresentanti dell’agricoltura toscana e l’ex ministro Corrado Passera, a Pistoia come seconda tappa del suo giro nel paese per presentare la sua nuova proposta politica, intitolata “Italia Unica”.

«La professionalità pistoiese nel nostro settore – ha proseguito Tesi – è riconosciuta a livello internazionale, ma le nostre aziende sono comunque in crisi. Soffrono difficoltà che dipendono dalla situazione, non dal loro lavoro, che è sempre rimasto serio».

Tre in particolare le cause identificate da Tesi. «Innanzitutto – ha detto – siamo di fronte ad un forte calo della domanda. Interi paesi che erano una volta acquirenti delle nostre piante, come Spagna e Portogallo, sono sparite dal mercato. Anche altri sbocchi tradizionali, come Gran Bretagna e Germania, sono deboli. Tutti guardiamo, ora, ai paesi emergenti: ma anche lì ci sono problemi. Questioni fitosanitarie, ma anche la pura e semplice lontananza: se le piante devono rimanere 35 giorni in un container, quando escono può capitare di non riconoscerle nemmeno».

Altra difficoltà, il calo dei margini di profitto sui singoli ordini. «Le merci invendute fanno lievitare i costi. I clienti lo sanno e cercano di sfruttare questa circostanza. Oggi per mettere insieme ordini di una certa consistenza è enormemente dispendioso».

Ma la vera palla al piede delle aziende vivaistiche in questo momento, secondo Tesi, è l’incertezza nei tempi delle riscossioni, che impedisce alle aziende di fare programmi e di investire. «È una cosa che riguarda tutti, grandi e piccoli. Anche le banche non ci aiutano. Fino a ieri venivano loro a cercarci; oggi più stiamo loro lontani, più sono contenti».

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