Il dolore
Controlli più stretti sulla vasetteria
Il Comune passerà al setaccio anche i lavori più semplici. Vietato rialzare i terreni
PISTOIA. Allagamenti sempre più frequenti, torrenti e fossi inquinati: diverse voci, in questi giorni, hanno messo sotto accusa i vivai per il loro impatto ambientale.
Chiamato in causa nella veste di controllore, il Comune ci tiene a far sapere di avere le carte in regola su questo fronte: il nuovo regolamento urbanistico ha messo paletti precisi ai vivai ed anche i controlli ordinari si fanno più incalzanti.
Un esempio: sta per partire una circolare interna della dirigente dell’urbanistica Elisa Spilotros, che prescrive controlli accurati (su eventuali rialzamenti, regimazione delle acque e distanze dalle case) anche per la realizzazione degli impianti di vasetteria più semplici, quelli che si possono fare semplicemente segnalando l’attività al Comune con la cosiddetta “Scia” (segnalazione di inizio attività).
In una nota stampa diffusa ieri, il Comune ricorda anche che il regolamento urbanistico approvato dal consiglio comunale nell’aprile 2013 prevede una consistente riduzione dell’area nella quale è possibile installare nuovi impianti di vasetteria (questa attività è considerata assai più pesante per l’ambiente rispetto alla tradizionale coltivazione delle piante direttamente nel campo). Inoltre il regolamento urbanistico «vieta qualsiasi tipo di rialzamento del terreno: mentre il vecchio piano regolatore concedeva il rialzamento del terreno fino ad un massimo di 30 centimetri, adesso è stata eliminata anche questa possibilità».
Pettine a denti fitti anche per i piani di miglioramento agricolo ambientale, prima di esclusiva competenza degli uffici ed oggi, invece, esaminati dalla giunta comunale.
Massima attenzione – sottolinea il Comune – anche sul fronte dell’inquinamento da fitofarmaci. In attesa di possibili limitazioni e divieti che potrebbero essere introdotti sulla scorta del decreto legislativo 150/2012 (manca il piano nazionale per l’uso dei prodotti fitosanitari, lo deve approvare il ministero), l’osservatorio sul vivaismo sta esaminando i dati ad oggi disponibili sull’inquinamento e potrebbe decidere nuove indagini.
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