Il Tirreno

Pistoia

Computer guasto e l’ufficio postale chiude

Proteste a Gavinana con l’impiegata rimasta inoperosa allo sportello. «È un continuo disservizio»

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GAVINANA. «Causa guasto computer, ufficio momentaneamente non operativo». Questa è la dicitura che gli utenti si sono trovati davanti agli occhi ieri mattina quando sono andati all’ufficio postale di Gavinana per svolgere le loro commissioni. Una scritta a pennarello su un foglio bianco affisso sulla porta, comunicazione dell’ennesimo disservizio che ha fatto indignare i residenti della frazione di San Marcello. «Ieri mattina sono andata alla posta per fare alcune operazioni - spiega Laura Burattini, commerciante di Gavinana - e mi sono imbattuta nel cartello che comunicava il disservizio. L’impiegata c’era, ma ovviamente non poteva fare niente perché il terminale non funzionava. Se si trattasse di un solo evento- riprende Burattini - la cosa sarebbe quasi normale: a tutti gli uffici capita primo o poi di avere un guasto al computer o a qualche apparecchiatura elettrica. Ma a Gavinana, dove l’ufficio postale, tra l’altro, sta aperto soltanto due giorni la settimana (il martedì e il giovedì, ndr), accade spesso che per un motivo o per un altro lo sportello non sia pienamente operativo. Martedì scorso, ad esempio, il servizio Postepay era guasto. E poi quando manca la luce, quando non funziona il terminale, insomma è tutto un continuo». La vicenda dell’ufficio postale di Gavinana è nell’occhio del ciclone dall’autunno 2012 ovvero da quando Poste spa, dopo una iniziale ipotesi di smantellamento, accordò il mantenimento del servizio per due giorni la settimana. «Anche se qualcuno mi accuserà di allarmismo, personalmente sono preoccupata - riprende Burattini - la riduzione dell’orario fu decisa nonostante l’ufficio di Gavinana avesse tutti i numeri per restare aperto a pieno regime. Adesso l’ufficio non solo non è più operativo il sabato, con grande disagio per le persone che lavorano, ma spesso non funziona nemmeno nei giorni di apertura e per taluni servizi gli utenti vengono dirottati a San Marcello. Con questi numeri, è chiaro che prima o poi Poste deciderà la chiusura definitiva. Propongo dunque: perché non recuperare almeno i giorni di stop per disservizio con l’apertura il giorno successivo?» «Non va bene che si debba ricevere questo trattamento - dice un’altra cliente molto arrabbiata - Aanche se abitiamo in montagna non siamo diversi dalle persone che stanno in città, ma siccome alcuni mesi fa Poste Italiane disse, giustificandone la chiusura, che l’ufficio doveva rimanere aperto solo due giorni alla settimana perché non faceva le operazioni richieste dall’azienda, con il terminale rotto da una settimana, le operazioni gioco forza calano e questo - conclude l’arzilla signora - è un brutto segnale, che potrebbe portare alla chiusura totale dell’ufficio postale. Siamo davvero stanchi di essere considerati come numeri e non come persone che regolarmente fra l’altro pagano le tasse». (e.v.- a.s.)

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