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Pistoia

Rilancio del centro Confcommercio: facciamo come Lucca

Rilancio del centro Confcommercio: facciamo come Lucca

Tricomi lancia un appello ad agire subito contro la crisi «Servono parcheggi, mezzi pubblici e promozione»

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PISTOIA. Il centro storico, con le sue attività commerciali, sta passando un pessimo momento. Per ridargli un futuro serve un piano di rilancio, a base di parcheggi, trasporto pubblico riorganizzato e iniziative promozionali. Basta guardarsi intorno e fare come ha fatto Lucca, evitando invece di imitare Prato. La raccomandazione, con tanto di esemplificazioni, è firmata Confcommercio, in particolare si deve a Sergio Tricomi, delegato per il centro storico dell’associazione di categoria.

Tricomi parte dai dati 2013 sull’anagrafe delle imprese, che ha fatto segnalare un ulteriore indebolimento del commercio al dettaglio, dove il saldo tra aperture e chiusure è stato negativo di 95 unità (-2,4%), in particolare nel settore della ristorazione. Poco rassicuranti anche i dati dell’Osservatorio turistico provinciale, che nel periodo gennaio-novembre 2013 ha messo in evidenza un calo del 4,7% di presenze di turisti a Pistoia.

E se questa è la situazione generale, non è che all’interno della terza cerchia di mura le cose vadano meglio, anzi. Ecco allora l’assoluta urgenza – dice Tricomi – di un piano di rilancio. «Le imprese del centro – afferma Tricomi – hanno urgentemente bisogno di interventi riguardanti la sosta e di parcheggi di prossimità adeguati, di infrastrutture capaci di agevolare la mobilità, di una riorganizzazione del trasporto pubblico e, più in generale, di una politica promozionale di alto livello. La frequentazione del centro storico presenta difficoltà non sono solo nei giorni infrasettimanali, ma anche durante il week end, con un numero di presenze in costante diminuzione: le aperture domenicali importanti per attrarre visitatori devono essere accompagnate da eventi collaterali».

«In Toscana – puntualizza Tricomi – esistono due esempi lampanti di quello che dobbiamo perseguire e di ciò che, invece, occorre evitare. In positivo possiamo guardare a Lucca che, grazie a un piano di sviluppo basato su eventi, servizi e alta qualità del prodotto offerto, figura oggi ai primi posti fra le 20 città italiane più visitate. Al contrario Prato non è riuscita a reinventarsi e a reagire alla crisi del manifatturiero... Oggi questa città risente di una vistosa diminuzione della frequentazione del centro e di un evidente impoverimento della rete commerciale. Per Pistoia è un peccato non mostrare le qualità artistiche e architettoniche che ha la fortuna di possedere. Che i centri storici oggi non possano più sostenersi sui consumi locali è un dato di fatto: dunque anche noi dobbiamo intraprendere immediatamente strade alternative per attrarre visitatori e offrire un'accoglienza all'avanguardia».

Il Centro commerciale naturale è pronto a fare la sua parte (gli eventi 2014 sono in preparazione) «ma da solo non può far fronte a questa situazione di emergenza». Nulla di particolarmente nuovo, ma – conclude Tricomi – «è arrivato il momento di agire, di cambiare passo e misurarsi con i risultati».

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