Sicurezza
Fossi: allarme ingiustificato sui diserbanti
Zelari, presidente di Assovivaisti, è polemico: «Non risultano morti da fitofarmaci, d’amianto sì»
PIANA. «Sono morte persone a causa dell’amianto, purtroppo. Ma a causa dei diserbanti non mi risulta. Tutta questo allarmismo sui fitofarmaci va sminuito». Andrea Zelari, presidente dell’Associazione vivaisti pistoiesi, che raggruppa oltre 200 aziende in provincia, chiede di abbassare i toni sulla questione pesticidi: «Li usiamo – dice – ma siamo costantemente sotto controllo». Che l’utilizzo di sostanze chimiche per il diserbo, come lo Oxadiazon nella vasetteria, abbia portato a una “contaminazione diffusa delle acque” è un dato però difficilmente smentibile. Le analisi di Arpat (agenzia regionale per la protezione ambientale) infatti, non lasciano spazio a dubbi, e registrano la presenza di inquinamento da diserbanti nelle acque superficiali dei corsi che attraversano la Piana pistoiese, come Ombrone, Stella e Brana, e nei canali minori. Dal 2006 in poi i monitoraggi hanno subìto una significativa battuta d’arresto a causa della mancanza di fondi, ma da quelli effettuati recentemente la contaminazione non risulta comunque variata. Arpat lo ha ribadito anche nella nota tecnica allegata dagli assessori regionali Anna Rita Bramerini, ambiente, Luigi Marroni, diritto alla salute, e Anna Marson, pianificazione del territorio, alla risposta del 20 febbraio scorso su un’ interrogazione presentata dal consigliere Mauro Romanelli (Gruppo misto) in merito alle “problematiche riguardanti il florovivaismo in provincia di Pistoia”. Il documento firmato dagli amministratori regionali, che si sono detti disponibili ad approfondire la questione con la Provincia di Pistoia, è stata riportata ieri dal Tirreno.
L’elemento più significativo contenuto nella risposta, è proprio quello delle acque contaminate dai diserbanti. «La questione – risponde adesso Zelari, a capo della nota azienda di via Vecchia Pratese – viene presentata più grande di ciò che è in realtà. Quando si parla di inquinamento va detto che i vivaisti contribuiscono in minima parte a una situazione dovuta a diversi fattori, che vanno cercati fuori dai vivai. Non siamo “inquinatori”, così come non facciamo allagare le città. Bisogna smetterla di sputare sopra al settore, anche perché è quello trainante dell’economica pistoiese. Come presidente dell’associazione, mi sento tranquillo. Il 90% di noi – precisa – abita in case che sono all’interno dei vivai: è nostro interesse rispettare le norme». Sul monitoraggio di Arpat però, Zelari non commenta. «È una cosa nuova che non conosco» dice, anche se in realtà i controlli vanno avanti ormai da oltre un decennio e proprio nel lungo periodo hanno registrato la “diffusa contaminazione” da diserbanti al centro del dibattito regionale.
Intanto dalla Provincia di Pistoia, in risposta al “sasso” lanciato da Bramerini, Marroni e Marson, arriva la disponibilità – segnata comunque «dal destino incerto dell’ente» - a convocare un tavolo tecnico che riunisca i Comuni, Asl e Arpat, per affrontare la questione fitofarmaci. Ma con una precisazione fondamentale: «Nessuno finora – spiega Rino Fragai, assessore provinciale all’ambiente – ce l’ha mai chiesto e avvieremo un percorso solo se qualcuno (Comuni e Regione, ndr) si farà avanti. I soggetti del tavolo dovranno essere i primi a voler fare qualcosa, altrimenti il percorso diventa solo un alibi e la Provincia un capro espiatorio».
Beatrice Faragli
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