Attenzione
Diffida a Mangoni: affermazioni gravi
Alle primarie il candidato renziano denuncia inciuci ed interessi, poi si scusa. Ma per la rivale Ciampolini «non basta»
AGLIANA. «Affermazioni gravemente lesive». Il Comitato organizzatore delle primarie Pd ha inviato martedì sera una lettera di diffida al candidato renziano Giacomo Mangoni in seguito alle sue dichiarazioni sul social network facebook.
Richiamando gli elettori al voto, Mangoni parlava di «personaggi che hanno cominciato a ricoprire incarichi pubblici quando erano ancora ragazzi e sperano di andare in pensione con lo stipendio del Comune». Poi Mangoni scrive di «un centinaio, tutti legati da inciuci ed interessi, i soliti nomi che passano da una poltrona ad un’altra. Noi siamo 17mila ed il nove di marzo andiamo a votare e rottamiamoli tutti». Dopo una prima replica, nelle quale l'altra candidata Eleanna Ciampolini si diceva «amareggiata, incredula e indignata” per quanto pubblicato, è giunto l'intervento del Comitato organizzatore delle Primarie, che, nella serata di martedì ha diramato una lettera di diffida nei confronti di Mangoni per il mancato rispetto del codice etico e di autoregolamentazione del Partito Democratico. Nel testo si parla di «affermazioni gravemente lesive, dannose e inappropriate nei confronti dell'altro candidato Eleanna Ciampolini e più in generale dei suoi sostenitori, degli amministratori attuali e di una parte imprecisata dei componenti dei partiti della coalizione». Con la lettera il comitato si riserva «ulteriori e definitive determinazioni«, di fronte al «persistere di comportamenti lesivi della serenità del confronto elettorale e in caso di mancata pubblicazione delle rettifiche» (a mezzo stampa locale e facebook, ndr), entro 5 giorni dal 25 febbraio. Ieri mattina Mangoni ha pubblicato un nuovo messaggio, scusandosi per «i toni usati» nel post di domenica, sostenendo di aver usato parole «troppo forti» ed aggiungendo: «Il concetto chiave che volevo esprimere resta lo stesso. È necessario un ricambio generazionale nella classe politica di Agliana, e per il futuro (quindi anche per me) che gli incarichi pubblici non siano ricoperti per troppo tempo dalle stesse persone».
Nello stesso giorno nuovo intervento di Eleanna Ciampolini, che, dopo aver letto sulla stampa alcune dichiarazioni a sostegno di Mangoni e l'ultimo post da lui pubblicato su facebook, si è detta costretta a tornare sulla questione senza aspettare la riunione del Pd prevista per la sera. «Nell'ultimo messaggio, quello in cui Mangoni avrebbe dovuto scusarsi e che ritengo insufficiente - sottolinea Ciampolini - non ci sono le scuse rivolte a me, a chi mi sostiene né a chi ha lavorato nel partito e nell'amministrazione in questi anni. I sostenitori di Mangoni trovano delle giustificazioni incredibili, come se qualcuno avesse mosso critiche alla persona, invece di discutere sui contenuti. La frattura creata rimane tale: aspetto il chiarimento nel partito e dopo farò le dovute valutazioni con chi mi sostiene».
Numerosi gli interventi di membri del comitato a sostegno del sindaco in carica. Nicole Nesti ricorda: «Abbiamo avuto la possibilità di chiedere provvedimenti più gravi e non l'abbiamo fatto, cercando di non alimentare la bagarre. Questa situazione è un rigore a porta vuota per le altre forze politiche». Della questione parla anche l'attuale vicesindaco Italo Fontana: «Come fondatore del Pd sono sconcertato. Certe affermazioni rischiano di far crollare tutto. Viste le illazioni, chiedo a questo punto che spieghino pubblicamente quali sono questi inciuci, se ne sono a conoscenza». Il caso è stato discusso ieri sera nella riunione del Pd, con gli esiti che saranno resi noti in giornata.
Tommaso Artioli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
