Attenzione
Appalti truccati, a processo anche l’ex sindaco Berti
Con l’ex direttore generale Renzo Ferri è accusato di non aver denunciato tempestivamente i comportamenti sospetti del dirigente Evangelisti
PISTOIA. Secondo la procura, sapevano, o almeno sospettavano, ma non hanno fatto nulla: sotto processo per omessa denuncia di reato l’ex sindaco di Pistoia Renzo Berti e l’ex direttore generale del Comune, Renzo Ferri. Una citazione in giudizio, di fronte al giudice monocratico del tribunale, decisa dal pm Francesco Sottosanti in seguito agli sviluppi dell’inchiesta “Untouchables” sugli appalti truccati nonché delle testimonianze che si sono finora succedute nel processo in corso.
L’accusa nei confronti di Berti e Ferri infatti è quella di aver ignorato, fin dal 2007, le segnalazioni che arrivavano sulle loro scrivanie sui presunti reati di cui Marcello Evangelisti, in qualità di dirigente dell’ufficio Lavori pubblici, era sospettato sia nell’assegnazione delle gare che nel riconoscimento degli incentivi di progettazione a lui stesso e al suo staff tecnico. Insomma, secondo la procura, se l’ex primo cittadino e l’ex dirigente avessero denunciato questi comportamenti sospetti all’autorità giudiziaria o alla Corte dei conti non sarebbe stato necessario aspettare anni per portare alla luce quella che viene ritenuta una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla spartizione dei lavori pubblici nella nostra provincia. Invece c’è voluta un’indagine partita autonomamente e culminata l’11 giugno 2012 con l’arresto dell’Evangelisti e di altri 22 tra imprenditori, politici, dirigenti e funzionari pubblici.
Due i capi di imputazione a carico di Berti e Ferri.
Nel primo, i due vengono accusati di non aver segnalato all’autorità giudiziaria – e neppure alla Corte dei conti per quanto riguarda gli eventuali danni erariali causati – i comportamenti sospetti di Evangelisti nell’ambito dell’assegnazione degli appalti per i lavori pubblici. Comportamenti che erano stati segnalati loro, fin dal 2007, sia dal Collegio dei revisori dei conti del Comune sia, nel 2011, per i lavori del sottopasso per la cosiddetta Quinta porta, dal Collegio di auditing istituito per effettuare il controllo di regolarità amministrativa degli atti dei dirigenti comunali, comprese le determinazioni del capo dell’ufficio lavori pubblici.
Il secondo capo d’imputazione riguarda invece le segnalazioni ricevute sulle presunte irregolarità commesse dall’Evangelisti nella liquidazione dei cosiddetti incentivi per la progettazione e la direzione dei lavori di opere pubbliche, previsti per premiare i tecnici comunali che con il loro impegno evitano all’ente locale di dover ricorrere ad onerosi incarichi esterni. Tali liquidazioni sarebbero avvenute sia non rispettando le modalità previste dal regolamento comunale sia per progetti che in realtà non erano stati redatti dai componenti dell’ufficio tecnico.
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