Il Tirreno

Pistoia

Strade devastate, appello a Comune e Anas

Strade devastate, appello a Comune e Anas

In 47 protestano per le condizioni di abbandono delle vie delle borgate di collina

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PISTOIA. Le piogge torrenziali delle scorse settimane hanno trasformato molte strade collinari in veri e propri percorsi da rally, che per gli abitanti intenzionati a recarsi in città si trasformano spesso in escursioni piene di rischi e di disagi.

Lo sottolineano 47 residenti in una serie di borgate collinari, che hanno preso carta e penna per protestare contro il Comune e contro l’Anas. Non solo per le condizioni delle strade, quanto per il fatto che queste ultime sono provocate – secondo la lettera che i 47 residenti hanno firmato – dall’incuria e dalla disattenzione degli enti competenti.

Le strade messe peggio sono quelle – si legge – che conducono a borgate come Casaccia, Casetta e Mencone, ma anche la via Vecchia Bolognese in località Croce a Uzzo. Tutte località che punteggiano le colline lungo il percorso della strada Porrettana.

«Il terreno è sempre più saturo di acqua – si legge – le cunette sono sporche, i tombini ostruiti e l’acqua corre fuori da ogni letto di contenimento e di regimazione e invade strade e campi provocando ovunque buche e frane. Il pericolo, per chi deve muoversi dalla collina al piano, è sempre in agguato ed è davvero diventato un mestiere».

Le conseguenze sono descritte in modo efficace: carreggiate ridotte al minimo, con buche grandi e profonde da compromettere l’integrità dei veicoli e la sicurezza dei conducenti.

«Non ci stanchiamo – prosegue la lettera dei 47 firmatari – di segnalare, denunciare, protestare, perché vogliamo rompere quel muro di silenzio e di indifferenza che caratterizza le amministrazioni. Vogliamo prevenzione e manutenzione, per mettere il nostro territorio in sicurezza, per evitare che le strade crollino e vengano chiuse, isolando le persone nelle località più disagiate. Noi abitiamo la collina, la presidiamo e la manteniamo viva, ma da soli non ce la possiamo fare a salvarla da una distruzione che, continuando così, è veloce e inesorabile». Insomma, una situazione che non può più essere sottovalutata: non si tratta solo di disagi temporanei, ma di un problema di vivibilità per un intero territorio.

«Carissimi amministratori – conclude la lettera – vi siete proposti, siete stati scelti, vi siete assunti degli obblighi nei confronti della cittadinanza e li dovete onorare».

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