Il Tirreno

Pistoia

Copit: un avvertimento gli atti vandalici

Clima teso in azienda. Le telecamere hanno ripreso 2 uomini che sono entrati giovedì facendo danni per 20mila euro

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PISTOIA. Un avvertimento: «Possiamo entrare quando e come vogliamo. Stavolta non abbiamo fatto molti danni, un’altra chissà». Né il presidente Di Zanni né il direttore d’esercizio Sichi lo dicono esplicitamente, ma è la chiave di lettura del raid vandalico agli uffici, al deposito e al magazzino del Copit in via dell’Annona nella notte tra giovedì e venerdì. Il presidente Antonio Di Zanni ha convocato una conferenza stampa per ringraziare i lavoratori e le lavoratrici per aver consentito la piena operatività dell’azienda già dal mattino successivo. Ringrazia l’Rsu, che in maggioranza si è schierata contro il gesto, garantendo piena collaborazione e manifestando il proprio sdegno. Nove su undici dei Rappresentanti sindacali unitari hanno firmato un documento a sostegno dell’azienda. Non hanno firmato i due rappresentanti del Cobas, ma a distanza di qualche giorno il presidente vuole rimarcare la vicinanza dell’insieme dei lavoratori, più che i motivi di contrasto che hanno segnato le divergenze degli ultimi mesi con una parte sindacale. «Le difficoltà ci sono in tutte le aziende. Quel che mi preme dire è che continuiamo a lavorare in serenità».

Non di meno ha i contorni del giallo quanto avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì in via dell’Annona. Sul fatto sta indagando il Reparto operativo dei carabinieri, che ha acquisito le videocamere di sorveglianze interne ed esterne al complesso del Copit. Le videocamere hanno ripreso due uomini. Sulla qualità delle immagini non si sbilancia Kevin Sichi: «Sono immagini a infrarossi, si distinguono le sagome di due uomini, visibili dalle videocamere interne fisse. La registrazione li riprende alle 1,16 e alle 1,34. Nel secondo caso stanno correndo. L’impressione è che stiano scappando».

Stimabili tra i 10mila e i 20mila euro i danni del raid. «Alle porte antifuoco, agli armadi, alle cassettiere. Sono entrati - spiega Di Zanni - presumibilmente prima dell’orario di chiusura (l’una), dopo aver manomesso il sistema d’allarme. Le porte sono state forzate, così come i cassetti chiusi. Quelli non chiusi a chiave sono stati lasciati aperti e in disordine».

Però che stranezza... «In un posto dove ci sono valori importanti hanno portato via una macchina fotografica e 79 euro dal fondo cassa». Non sono stati toccati, evidenzia, i computer fissi e portatili e, soprattutto, i tantissimi pezzi di ricambio - anche di valore ingente - presenti nel magazzino. Come non sono stati danneggiati materialmente i bus del Copit parcheggiati nel deposito. Un atto vandalico quantomeno singolare, sul quale Di Zanni spera sia fatta presto chiarezza.

A scoprire quanto accaduto il primo controllore, entrato in servizio poco prima delle cinque del mattino. «Abbiamo trovato - spiega Sichi - il ripetitore di trasmissione staccato, l’antenna dell’allarme svitata, così com’era fisicamente staccata la centralina e tagliato il cavo che conduce alla sirena esterna. Sono stati sradicati dal muro i rilevatori di movimento. Insomma, non è stata la bravata di qualche ragazzetto». L’allarme, collegato con le guardie giurate, è stato ripristinato il giorno stesso.

Di Zanni afferma di non aver ricevuto minacce nelle ultime settimane nella sua qualità di presidente del Copit. E ringrazia «gli uomini e le donne che hanno reagito con compostezza, sistemando il possibile in tempi record e consentendo la piena operatività. Un fatto così - hanno detto - non era mai successo».

Tiziana Gori

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