Il Tirreno

Pistoia

Betti: multe fuorilegge ma il Comune lo smentisce

Nel mirino del consigliere di Progetto Toscana le 2440 sanzioni inflitte nel solo 2013 a chi non paga la sosta o “sfora” l’orario previsto

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PISTOIA. I parcheggi abusivi negli spazi blu in città sono stati puniti, lo scorso anno, con 2.440 multe. Molte di queste sarebbero illegittime: lo sostiene un consigliere comunale, Andrea Betti di Progetto Toscana, che sull’argomento ha presentato una articolata interpellanza che si rifà – tra l’altro – ad un parere dello stesso Ministero dei trasporti. Ma sull’altro fronte, il comando dei vigili urbani toglie ogni speranza agli automobilisti indisciplinati: il comportamento della polizia municipale pistoiese sarebbe a prova di ricorso.

Di che si tratta? La prima questione riguarda chi viene multato per aver lasciato l’auto nel parcheggio a pagamento oltre l’orario previsto nel ticket del parcometro. Merita di essere multato? Per Betti no, e cita il parere del Ministero dei trasporti 25783 del 2010. «Se viene acquistato il ticket ma la sosta si prolunga – recita l’autorevole documento – non si applicano sanzioni ma si dà corso al recupero di ulteriori somme dovute, in quanto l’eventuale evasione non configura violazione alle norme del codice ma una inadempienza contrattuale da perseguire in altre forme».

All’interpellanza di Betti ha risposto il comandante dei vigili urbani Annalisa Giunti, che ha sottolineato come il parere ministeriale, pur autorevole, resta comunque un parere, che come tale non vincola nessuno. In particolare non ha vincolato i vigili urbani comunali, che alle auto in sosta prolungata oltre l’orario del ticket, hanno sempre fatto la multa (nel 2013 sono state 633 le sanzioni di questo genere). Ma questo per una ragione molto semplice: non sanzionando i ritardatari «verrebbe comunque meno il disincentivo a soste prolungate, con il conseguente svilimento dello spirito insito nell’adozione del sistema dei parcometri, il cui scopo è chiaramente quello di consentire e stimolare gli automobilisti ad una effettiva rotazione delle soste».

Seconda questione, le strisce sull’asfalto. Osserva Betti che il Codice della strada (articolo 7 comma 6) obbliga a collocare le aree destinate a parcheggio «fuori della carreggiata». Ora, quest’ultima è delimitata da una striscia bianca, per cui i rettangoli blu dei parcheggi a pagamento dovrebbero trovarsi solo all’esterno di tale striscia, cioé al di fuori della carreggiata. «Invece – osserva Betti – in molte strade cittadine i parcheggi blu si trovano dentro la carreggiata e quindi non potrebbero essere adibiti a parcheggi a pagamento, né gli automobilisti potrebbero essere sanzionati se non pagano. Gli esempi fioccano: via Pacini, Porta San Marco, inizio di via Antonelli».

Pronta anche in questo caso la risposta del comando dei vigili urbani: la striscia bianca di delimitazione della carreggiata non è obbligatoria, può anche non esserci; l’importante è che il parcheggio a pagamento lasci spazio sufficiente, nella carreggiata, al transito di auto e bus. Comunque il Comune, quando può, cerca sempre di posizionare la striscia di margine della carreggiata: si è fatto così di recente, ad esempio, in piazza della Resistenza, via Puccini e corso Amendola. In altri casi la fatidica striscia bianca non viene pitturata sull’asfalto, per evitare “interferenze” con le strisce blu. Ma questo – ribadisce il comando – non significa affatto che i parcheggi siano irregolari e che quindi le multe si possano non pagare.

Fabio Calamati

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