Sicurezza
Ora Breda fa gola ai colossi cinesi
Finmeccanica in trattativa con China Cnr Corporation L’azienda non sa nulla e annuncia prossime novità sui V250
PISTOIA. Chi in città si è già preoccupato per la fornitura di materiale didattico ad una scuola da parte di un imprenditore cinese, chissà come avrà preso la notizia delle trattative in corso fra Finmeccanica, principale azionista di AnsaldoBreda e la China Cnr corporation, leader mondiale nella costruzione di treni. Il colosso di Pechino sarebbe interessato ad acquistare in un colpo solo AnsaldoBreda e Ansaldo Sts. La notizia, pubblicata dal Corriere della Sera, fa riferimento a una lettera d’intenti che l’azienda cinese ha spedito all’amministratore di Finmeccanica Alessandro Pansa. La lettera è firmata anche da un secondo gruppo cinese, che si occupa di sistemi software, infrastrutture e trasporti. Ieri si era sparsa la voce che la società fosse la stessa che, un paio di anni fa, acquisto una quota delle azioni dell’Inter quando ancora era in sella Massimo Moratti. Ma si tratta di gruppi industriali diversi. Quel che conta è che si tratta di colossi quotati in borsa e da 89mila dipendenti, che con le due Ansaldo acquisterebbero forza nella capacità di partecipare a gare internazionli per il trasporto ferroviario, come scrive il Corsera. È un’offerta che, ovviamente, Finmeccanica dovrà adesso valutare come già aveva fatto in precedenza con la giapponese Hitachi e poi con l’americana General Elettric. E come è avvenuto quando sono uscite le voci per quelle trattative, anche nel caso della cinese Cnr Corporation ad AnsaldoBreda non possono che prenderne atto. «Sono trattative che fa direttamente Finmeccanica - dicono alla direzione di AnsaldoBreda - purtroppo noi non sappiamo nulla. Come è stato in passato con Hitachi e General Elettric apprendiamo queste notizie anche noi sui giornali». Nessuna novità, per il momento, anche se viene anticipato che potrebbero essercene di positive sul fronte dei V250, ovvero i famosi Albatros ad alta velocità destinati a Beglio e Paesi Bassi. Anche i sindacati sono piuttosto tiepidi nell’accogliere queste indiscrezioni sui possibili nuovi acquirenti e aspettano piuttosto buone notizie dal nuovo governo. «Finché non c'è una controparte con cui parlare è tutto aleatorio finché il governo non riparte e non si ritorna a Roma per ricominciare a lavorare più nello specifico- dice Paolo Mattii della Cgil - Oggi c'è la Cina, come ieri si parlava di General Elettric e Hitachi. Noi non tifiamo per nessuno, la differenza la fanno il piano indstriali, i prodotti, i mercati».
Francesco Albonetti
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