Il Tirreno

Pistoia

E anche i renziani chiedono i parcheggi

E anche i renziani chiedono i parcheggi

Sì alla pedonalizzazione del centro, ma non prima di aver recuperato posti auto per i non residenti

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PISTOIA. «Ampliare la pedonalizzazione del centro storico di Pistoia? Siamo d’accordo, ma prima si predisponga un piano di parcheggi e piste ciclabili nelle zone limitrofe a servizio di tutti, residenti, commercianti e cittadini in generale», lo dichiarano in conferenza stampa i renziani di prima generazione del gruppo di area Pd “Adesso Pistoia”, presentando un documento di proposte per il centro città.

«L’allargamento della ztl sarà l’occasione per la rinascita di Pistoia –afferma Andrea Massai- tutto sta su come arrivarci».

«L’amministrazione comunale pensa che possa essere realizzabile fin da subito –sottolinea Roberto Bartoli, già consigliere comunale Pd- noi invece sosteniamo che prima debbano essere potenziati i parcheggi limitrofi al centro storico, dato che quelli al suo interno sono destinati prevalentemente ai residenti, cioè le aree di sosta del Seminario, ex Pupilli, del Ceppo visto anche che si pensa alla pedonalizzazione di via Filippo Pacini».

Per questi parcheggi Adesso Pistoia propone l’installazione di strutture modulari in acciaio in più piani di sosta, rispettose dei vincoli urbanistici e che non richiedano interventi strutturali e definitivi né cementificazioni sul territorio.

Proposto inoltre l’incremento dei parcheggi scambiatori auto-navetta al di fuori delle mura urbane, ad esempio nelle aree di sosta prospicienti l’auditorium in via Panconi, per una mobilità efficiente e razionale anche nell’ottica della realizzazione della pista ciclabile in viale Arcadia, con il potenziamento di quelli già esistenti come Cellini e piazza Oplà.

Si pensa alla promozione di grandi e piccole iniziative, con un appropriato calendario di eventi nel corso dell’anno, per rendere il centro città più attrattivo degli altri: grandi manifestazioni come la conferma di “Dialoghi sull’uomo” ma anche un evento dedicato al verde che coinvolga tutta la città, con concorsi d’idee e l’apertura al pubblico dei vivai.

Per le iniziative più piccole nelle dimensioni un apposito piano di marketing territoriale, «ben vengano i grandi marchi nei negozi a Pistoia –dice Alessandro Cerini- se inseriti con formule moderne nel contesto cittadino possono essere un volano di crescita per le altre attività, per attrarre investimenti e risorse sul territorio occorrono come incentivi riduzioni di tributi locali sugli esercizi e adempimenti più snelli nei permessi».

«Non ci vuole un approccio ideologico sulla questione –aggiunge Bartoli- per il centro storico non si devono fare chiusure ai grandi marchi, che non deve significare compromettere le peculiarità locali, allo stesso tempo non ci vuole un centro solo di grandi marchi, la pluralità di dimensioni è un valore aggiunto».

Altra proposta arricchire con giardini le zone pedonali, piante e panchine sul Globo ed in centro per recuperare la dimensione umana della comunità locale, favorendo la socializzazione ed invogliando così i residenti a non trasferirsi.

Da qui l’invito alle associazioni, ad esempio quelle di categoria, a fare rete costituendo gruppi di lavoro per tali azioni. D’altro canto, l’obiettivo di accrescere il numero dei residenti nel centro storico era stato stabilito dall’ex amministrazione Berti, che progettava di raggiungere i 10mila abitanti entro il 2020.

«Oggi errori commessi nella progettazione della città possono portarla a morire» conclude Bartoli.

Leonardo Soldati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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