Sicurezza
Per la Porrettana il rischio di uno stop lungo due anni
Si allungano i tempi per i lavori di recupero dopo il crollo dello scorso 5 gennaio Il timore del Comitato dei cittadini: «In realtà vogliono solo chiudere la linea»
PISTOIA. Le certezze sul futuro della ferrovia Porrettana, al momento, sono soltanto due: la prima, decisamente positiva, è che Rfi ha stabilito in circa 2 milioni di euro la spesa necessaria per poter riattivare il tratto interessato da una frana dallo scorso 5 gennaio a valle della stazione di Corbezzi.
La seconda, pessima, è che sicuramente saranno disattesi i tempi stimati inizialmente per la riapertura: nei giorni successivi allo smottamento si parlava di cinque mesi ma, visto lo stato attuale delle cose, difficilmente la Porrettana riaprirà prima della fine dell’anno e c’è chi parla addirittura di fine 2015. Con un presagio cupo e a questo punto inevitabile: si continueranno a vedere i treni lungo la storica ferrovia trans-appenninica?
Al momento si è chiusa la prima fase di lavori del tavolo tecnico ed Rfi ha chiesto di compiere ulteriori rilievi geognostici per poi stabilire i tempi di ripristino della linea. Questa indagine, però, sarà pronta soltanto il 20 marzo e quindi per un altro mese non ci saranno ulteriori sviluppi. Inoltre, visto che non è stata attivata una procedura straordinaria per poter sistemare la frana, ci sarà da fare i conti con i consueti tempi burocratici. Una volta analizzati questi ulteriori studi, infatti, Rfi dovrà provvedere alla realizzazione del progetto dei lavori per poi passare al bando di gara, l’assegnazione alla ditta vincitrice del riassetto della frana e dei binari fino all’arrivo degli operai per sistemare tutto quanto.
Solo per tutti questi passaggi, si rischia di arrivare come minimo alla fine dell’anno quando, fra l’altro, scadrà la convenzione decennale fra Regione e Rfi sulla linea.
«Io non sono un tecnico – dice il presidente del comitato Viva la Porrettana Viva, Paolo Brunetti – però nel 1900 quella frana l’avrebbero già rimessa a posto, al massimo con una spesa di 2-300.000 euro. Invece qui si sta cercando di tirarla per le lunghe semplicemente perché vogliono chiudere la Porrettana. Poco o niente è stato fatto da gennaio e la sensazione che si andrà almeno al 2015 per la riapertura potrebbe diventare realtà. Anche perché, guarda caso, Rfi ha stipulato un contratto di un anno con il Copit per il servizio sostitutivo degli autobus: il tempo giusto per far abituare la gente a non usare più il treno e poi poter dire che si chiude la linea visto che sembra chiara la condanna a morte per la Porrettana. Di sicuro finora si è proceduto in maniera indegna».
Fondamentale per capire le mosse future dei pendolari sarà l’assemblea in programma domani a Pracchia nella quale si decideranno altre forme di protesta.
Saverio Melegari
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