Sicurezza
La ripresa non c’è ma aumenta la fiducia
Le buone aspettative degli imprenditori contrastano con i dati economici di Confindustria sulla seconda metà del 2013
PISTOIA. L’economia reale continua ad arrancare, quella virtuale delle aspettative degli imprenditori pistoiesi mostra, invece, un ottimismo per l’anno da poco iniziato che sorprende gli stessi analisti. È quanto si ricava dalla consueta analisi congiunturale di Confindustria Pistoia, che prende questa volta in esame il secondo semestre del 2013. Un semestre deludente, almeno rispetto alle aspettative della prima metà dell’anno dove i segnali di ripresa sembravano esserci. A parziale consolazione, c’è il fatto che questa volta Pistoia non di distingue dal resto d’Italia. E il confronto passa dal segno meno al segno positivo se si considerano solo le aziende più grandi, quelle con più di dieci addetti. A trainare l’ottimismo per il 2014 è soprattutto l’export, unico parametro che, seppure con alti e bassi, ha mostrato una ripresa per tutto il corso del 2013. Questo dato può avere una doppia lettura, secondo Confindustria. Infatti, da un lato la fiducia può essere dettata dall’andamento degli ordini più vivace, dall’altro però può nascondere insidie se dietro a questi ordini c’è una clientela poco selezionata. Vediamo più nel dettaglio il quadro della situazione e l’andamento per settori.
Sistema produttivo nel guado. I dati di gennaio sulla congiuntura pistoiese mostrano un sistema che, messo alle spalle il periodo peggiore della crisi, non ha ancora imboccato il sentiero deciso della crescita. La ripresa mantiene contorni sfumati, così come in Italia. La flessione tendenziale della produzione si è ridotta nella seconda parte del 2013 e, nella media di tutto l’anno, l’andamento della produzione industriale pistoiese (- 4,8%) non di è discostato troppo da quello italiano (-2,6%). E il confronto diviene leggermente positivo se spostato sulle aziende con più di 10 addetti, per le quali i livelli produttivi hanno registrato una flessione sensibilmente inferiore nella media dell’intero anno (- 1,7%) e si sono avvicinati alla stazionarietà durante la seconda parte (-1,0° tendenziale). L’andamento degli ordini, si diceva, è più vivace rispetto ai progressi della produzione, e questo potrebbe significare un certo recupero durante i primi mesi del 2014. La produzione nel secondo semestre è stata inferiore di - 5,2% rispetto al primo semestre.
Ordini dall’estero. Le aziende sono consapevoli che la ripresa deve essere trainata dai progressi degli ordini dall’estero. In realtà nel 2013 ci sono state fasi alterne e i progressi sono meno significativi rispetto alle attese. Neppure da questa prospettiva la situazione pistoiese si discosta molto da quella italiana. È andata male soprattutto a dicembre e nelle aziende piccole peggio che in quelle grandi.
La schiera degli ottimisti. A gennaio di quest’anno il saldo fra imprenditori ottimisti e pessimisti sulla prospettiva degli ordini dall’estero è passato dal 24 al 43%. Meno eclatante il progresso delle previsioni sugli ordini interni, passato dal - 9% al + 12%.
Mobile malissimo, alimentari benino. Passando ai singoli comparti, si scopre che la forbice dei livelli produttivi va dal mobile in caduta libera al settore alimentare che, al contrario, mostra i segnali di maggiore tenuta o ripresa. Nel mobile l’export si è ridotto ad un ritmo di - 9,5% l’anno da quando è iniziata la crisi. Qualche segnale positivo arriva però, anche in questo caso, dalle aspettative degli imprenditori del settore. Il tessile-abbigliamento migliora ulteriormente rispetto al primo semestre, dove già mostrava segnali di ripresa. I buoni risultati del comparto, soprattutto nei settori abbigliamento e arredamento, rappresentano una novità che si distingue dalla stessa “media Italia”. Per contro, le calzature hanno registrato a fine anno una frenata dei livelli produttivi, riducendo i progressi avvenuti negli ultimi due anni, Male anche il metalmeccanico, chiaramente uno dei settori chiavi dell’economia pistoiese. Il distacco negativo fra secondo e primo semestre è superiore rispetto ai dati nazionali. Tengono o crescono le aziende maggiori e tiene bene anche l’estero. Anche le previsioni degli imprenditori non sono all’insegna dell’ottimismo, salvo che per gli ordini esteri, previsti in crescita. Nella carta e cartotecnica non si conferma la ripresa dei livelli produttivi della prima parte dell’anno. E il 2013 si è chiuso con un distacco fra il dato positivo e quello nazionale, in buona ripresa. Se gli ordini interni non vanno bene, neppure quelli esteri brillano. Infine, l’edilizia mostra ancora il palo ed anche le aspettative non sono rosee. Qui entrano in ballo altri fattori, come la fiscalità immobiliare e la ridotta possibilità di spesa da parte degli enti locali.
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