Il dolore
Giudice aggredita, chiesta più sicurezza
Il presidente del Tribunale Fabrizio Amato richiede «i videocitofoni negli uffici dei magistrati»
PISTOIA. Niente metal-detector agli ingressi, nessun servizio di vigilanza interno, niente forze dell’ordine all’esterno. Il Tribunale e la procura di Pistoia sono gli unici uffici giudiziari in tutta la nostra regione in cui non è garantita la sicurezza. Né quella dei magistrati, nè quella dei dipendenti, nè quella degli avvocati e dei cittadini. Chiunque può entrare, qualunque arma può essere portata all’interno. Una situazione di potenziale pericolo che non è più sostenibile. Soprattutto alla luce dell’inquietante episodio che giovedì mattina, nel palazzo di San Mercuriale, ha visto come vittima il giudice delle esecuzioni Rosa Selvarolo, rimasta per mezz’ora in balia nel suo ufficio di un esagitato.
«È un anno che abbiamo investito il Comune del problema» spiega il presidente del Tribunale, Fabrizio Amato: è infatti l’amministrazione comunale a dover garantire la sicurezza interna dei palazzi di giustizia, di sua proprietà. «Siamo consapevoli che le risorse economiche sono scarse, ma ormai questa emergenza è insostenibile. Almeno un paio di volte alla settimana succede qualcosa. Il giudice tutelare è costretto a chiudersi nella sua stanza quando non ha udienza. Finora siamo stati fortunati, il rischio è ben più grave rispetto a ciò che è successo ieri».
Così il presidente Amato chiede un intervento urgente del Comune: che almeno, nel giro di pochi giorni, vengano installati alle porte di tutti i giudici dei videocitofoni simili a quelli già presenti in procura. «Non si può perdere altro tempo».
In attesa di valutare come fare per installare i metal-detector agli ingressi e assicurare una vigilanza interna: a suo tempo il presidente Amato propose la strada (assai economica) di una convenzione con l’associazione carabinieri in congedo.
«Un costo – aggiunge il procuratore capo facente funzione, Giuseppe Grieco – che per il Comune sarebbe di appena mille-duemila euro».
Preoccupazione è stata espressa anche dalla sottosezione pistoiese dell’Associazione nazionale magistrati, attraverso il presidente Claudio Curreli e il segretario Luciano Costantini, che invita «le autorità competenti ad adottare con la maggior sollecitudine possibile tutti gli interventi necessari per porre fine a tale insostenibile situazione».
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