Sicurezza
Un gran classico come le «Tre p» per un Caffè d’arte in via Pacini
Se ordinate il caffè con fare perentorio, state attenti. Un cartello vi annuncia che vi costerà 4 euro. Se invece lo ordinerete accompagnandolo con un «per favore» vi costerà soltanto un euro.
«E’ un cartello scherzoso che abbiamo copiato da un locale nel Veneto. Vogliamo che il rapporto con il nostro cliente sia questo. Gentilissimi noi ma anche chi entra».
Chi parla è Betty Bernacchi, 22 anni e una chioma rossa, titolare del Caffè d’Arte insieme alla sorella Susi che di primavere ne ha 35.
«Prima facevo la parrucchiera, ma non c’è paragone con il lavoro di barista. Qui si svolge tutto veloce, ci si confronta in continuazione».
L’insegna racconta, naturalmente, la storia di un bar che è vicino all’istituto d’arte. Tanti gli studenti, i professori, ma anche gli impiegati delle banche e dei vicini uffici pubblici.
Per tutti un servizio che parte dalle 6,30 («Ma noi siamo già qui un’ora prima per far partire tutta la macchina») per concludersi alle 19.
Grande attenzione alle colazioni e poi uno dei momenti clou resta il pranzo.
Ci piace scoprire che qui primi si fanno espressi, come nelle osterie di un tempo. Si usa pasta fresca per evitare, con quella secca, di perdere troppo tempo nella cottura.
Ma è bello anche scoprire che qui vi preparano vecchi cavalli di battaglia delle più classiche trattorie di un tempo come la pasta alle «Tre P», ovvero panna, piselli e prosciutti. Irresistibili soprattutto se sono preparate bene, come accade al Caffè d’arte. Ma c’è anche un’ottima zuppa di legumi che fa molto bistrot parigino.
Ma il vero Piatto Forte di casa Bernacchi è altro. Qui si parla di piatto forte soprattutto quando racconta le focaccine.
«Sono il nostro vanto: coi salumi, col pesce , vegetariane, coi migliori formaggi italiani». C’è anche quella con la frittatina, preparata da loro in cucina.
Gli studenti ne vanno pazzi e poi piace a tutti l’idea di prezzi molto convenienti.
Per un primo espresso non si va oltre i 4 euro e mezzo. Sui 6 euro e 50 centesimi i secondi.
Vanto del locale è lo scarso smercio di alcolici e superalcolici.
«Li teniamo, come tutti – spiega Betty col suo sorriso carico di simpatia – ma per fortuna ne vendiamo ben pochi e di questo ne siamo molto contenti».
In un bar frequentato da studenti è un ragionamento sensato che ricorda come il titolare di un pubblico esercizio non è un mero venditore di prodotti, ma ha anche sensibilità verso i clienti, soprattutto se l’età è quella della crescita, soprattutto intellettuale.
Il Piatto Forte. concorso del Tirreno con Confcommercio, vuole essere anche questo: una crescita per tutti quelli che fanno un mestiere affascianante quando difficile. Grazie quindi a Betty, anche per un ottimo espresso. Quello da un euro, naturalmente.
Caffè d’Arte,
via Pacini , Pistoia.
Tel. 0573/1780146.
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