La manifestazione
Creditore esasperato “sequestra” il giudice
Mezz’ora di paura a San Mercuriale: cittadino di origine siriana infuriato per la decisione al termine di un’udienza. Preoccupato il presidente del tribunale
PISTOIA. Il “sequestro” è durato una mezz’ora circa: alla fine tutto si è risolto al meglio e nessuno si è fatto male, compresa la vittima, il giudice delle esecuzioni Rosa Selvarolo. Ma ieri mattina dalle 13,30 alle 14 circa, nel palazzo di San Mercuriale, sede dell’ex pretura, si sono vissuti lunghi minuti di tensione.Tutto è successo al termine di un’udienza civile con al centro un credito non riscosso. Il debitore aveva chiesto un rinvio e il giudice, in base alla legge, glielo aveva accordato. Ma la decisione non è piaciuta affatto alla controparte, al creditore insomma, un cittadino di origine siriana non nuovo – secondo i frequentatori del tribunale civile – a comportamenti “agitati”.
L’uomo ha aspettato che il giudice tornasse nel suo ufficio, al primo piano di San Mercuriale, quindi ha bussato alla porta. La dottoressa Selvarolo ha aperto, anche perché il suo ufficio (come tutti quelli dell’ex pretura) non dispone di videocitofono e lei stava aspettando la visita di un professionista con cui doveva incontrarsi per una questione di lavoro.
Una volta entrato nell’ufficio, il cittadino siriano ha cominciato ad urlare e a dimostrare in tutti i modi la propria contrarietà alla decisione appena presa. Dichiarando, per di più, che non se ne sarebbe andato dall’ufficio del giudice.
Quest’ultima ha provato inutilmente a calmare l’infuriato creditore, che però non ne voleva sapere né di tranquillizzarsi né di uscire dall’ufficio della donna. Anzi, l’ha più volte minacciata, dicendo che se non avesse avuto soddisfazione avrebbe fatto anche di peggio che violare l’ufficio del magistrato. Per fortuna l’uomo non era armato. E in ogni caso si è limitato alle minacce verbali contro la giovane donna che aveva di fronte.
Quest’ultima, d’altra parte, non voleva lasciare la stanza, piena di documenti riservati, in balìa di una persona evidentemente fuori di sé. Per fortuna la dottoressa Selvarolo è riuscita a chiamare la propria segretaria, mentre le urla dell’uomo hanno rapidamente attirato l’attenzione dei magistrati colleghi della donna, che hanno gli uffici allo stesso piano.
Alla fine sono arrivate anche le forze dell’ordine, in particolare gli uomini della sezione di polizia giudiziaria della Guardia forestale, che hanno provveduto a bloccare l’uomo e ad identificarlo, riportando così la calma a San Mercuriale.
Il movimentato episodio, comunque, non fa che riproporre il problema della sicurezza al tribunale di Pistoia. Non a caso il presidente del tribunale Fabrizio Amato, appena saputo dell’accaduto, si è dichiarato «molto allarmato». Il fatto è che, ad esempio, sia San Mercuriale (l’ex pretura) che il palazzo del tribunale di piazza del Duomo non sono muniti di nessun strumento di controllo all’ingresso né di piantoni o presidi di forze dell’ordine di alcun tipo. Cose del genere non sarebbero certo un lusso, considerando che gli episodi di intemperanze e di scontri (per lo più, fortunatamente, solo verbali), nelle aule penali e civili, avvengono ad un ritmo di un paio la settimana.
«Con il Comune è in corso da mesi una discussione – spiega Fabrizio Amato – per trovare una soluzione adeguata, che consenta di tutelare meglio la sicurezza di magistrati, avvocati, dipendenti e semplici cittadini che frequentano le aule giudiziarie, ma finora non è stato ancora possibile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google