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Pistoia

C’è voglia di chiudere l’inceneritore

C’è voglia di chiudere l’inceneritore

Primarie Pd: Ciampolini auspica la dismissione in 5 anni. Mangoni vuole ridurre la Tares per chi apre una ditta ad Agliana

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AGLIANA. Faccia a faccia tra i candidati del Pd alle primarie di centrosinistra che si terranno il 9 marzo, in vista delle elezioni comunali di primavera.

Da una parte l’esperienza del sindaco uscente Eleanna Ciampolini: è lei che, giunta alla fine del suo primo mandato, ha voluto rimettersi in gioco cercando la sfida e, in caso di vittoria, una nuova legittimazione. L’impegno è quello di portare a termine l’operato svolto finora, puntando sulla competenza e sul duro lavoro di squadra, e mettendo al centro tutto ciò che riguarda il sociale. Dall’altra il renziano 30enne Giacomo Mangoni: l’“amico” dei funzionari di Bruxelles che ha intenzione di intercettare quanti più fondi possibili dall’Europa. È sostenuto dalla presidente e dal vicepresidente della Provincia di Pistoia, Federica Fratoni e Paolo Magnanensi (che solo 5 anni fa aveva contribuito a tirare la volata alla Ciampolini in campagna elettorale), e dall’onorevole Edoardo Fanucci. Mangoni “declina” la sua inesperienza politica nella parola rinnovamento, anche se in realtà per lui quello delle primarie non è un vero e proprio debutto, visto che a vent’anni è stato segretario provinciale dei giovani Udc. Il confronto di mercoledì sera, in una sala Conti di via Curiel colma di gente, ha segnato le differenze tra queste due personalità politiche.

Ambiente. Il tema caldo è quello dell’inceneritore di via Tobagi. Eleanna Ciampolini annuncia di voler arrivare alla dismissione dell’impianto in 5 anni. E visto che sul capo dei cittadini pesa un mutuo da 24milioni di euro da estinguere in un decennio, dovuto all’ampliamento deciso in passato, il sindaco uscente chiama in causa la Regione per accollarsi il debito. Giacomo Mangoni si dichiara contrario al potenziamento deciso dalle Province di Pistoia, Prato e Firenze. Non dà tempi certi ma dice che si andrà alla dismissione tenendo conto degli impegni economici presi. Poi però, si smentisce in una sorta di gaffe: «Seguiremo il piano interprovinciale dei rifiuti» spiega, che in realtà prevede l’ampliamento, in seguito, lo ricordiamo, non recepito dal piano d’ambito come chiesto dai sindaci di Montale e Agliana.

Lavoro. Giacomo Mangoni denuncia le inefficienze del sistema burocratico che strangola chi ha le potenzialità per andare avanti. «Mi è bastato fare una passeggiata ad Agliana per trovare 3 casi significativi -come quello, ad esempio, di una pizzeria che non ottiene i permessi per una veranda - che equivalgono a 8 posti di lavoro e a decine di migliaia di euro di fatturato persi. L’amministrazione deve diventare il migliore amico di chi vuol fare impresa. Gli imprenditori avranno come unico interlocutore il sindaco». Mangoni annuncia inoltre di voler ridurre la Tares (presto Tari) «per chi decide di impiantare una nuova attività a Agliana». Eleanna Ciampolini pone l’accento su due fronti: «creare le condizioni affinché le aziende che già ci sono restino» e «attrarre le nuove» puntando sulle infrastrutture e lavorando a livello di tassazione. Fondamentale, inoltre, continuare a scommettere su servizi e cultura, che si traducono in decine di posti di lavoro.

Il centro. Sia Mangoni che Ciampolini parlano di una rivitalizzazione del centro. Il primo con eventi capaci di attirare persone, anche da un punto di vista turistico. La seconda, oltre alle manifestazioni, parla di interventi strutturali e potenziamento dell’arredo urbano. È in discussione, ad esempio, l’eventualità di togliere la fontana e riqualificare la piazza.

Territorio. Entrambi si schierano a favore degli interventi sull’esistente e contrari al consumo di nuovo suolo e alla costruzione di nuove aree di espansione, così come è previsto anche nel regolamento urbanistico e nel piano strutturale recentemente approvati. Sul rischio idraulico è fondamentale per i due candidati saper intercettare i fondi regionali e statali.

Beatrice Faragli

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