Il Tirreno

Pistoia

Tommaso Braccesi prova a fare il terzo sindaco della famiglia

di Elisa Valentini
Tommaso Braccesi prova a fare il terzo sindaco della famiglia

Dopo il nonno ed il padre si candida a primo cittadino L’apertura della campagna elettorale da Fagiolino

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PISTOIA. Si aprirà ufficialmente sabato 22 febbraio la corsa verso le elezioni amministrative 2014 nel comune di Cutigliano. A muovere il primo passo è ancora una volta il Partito democratico, col candidato Tommaso Braccesi che presenterà pubblicamente la propria candidatura a sindaco di Cutigliano in un incontro pubblico fissato per le 17 nei locali della Trattoria “Da Fagiolino”.

Venti giorni sono già trascorsi da quando Tommaso Braccesi, attualmente consigliere comunale di Pistoia, dove fu anche vicesindaco, ha annunciato ufficialmente la propria candidatura, appoggiata in blocco dal locale circolo del Pd e dagli attuali capigruppo di opposizione (nonché ex sindaci) Graziano Nesti e Marina Lauri. Un personaggio che, nonostante il cognome evocativo del padre Massimo (che fu sindaco di Cutigliano per 25 anni) e del nonno Giorgio (anch’egli già sindaco di Cutigliano) è un personaggio nuovo per la politica del paese.

Nato il 28 aprile 1970, sposato e con una figlia, Braccesi ha frequentato il Liceo classico a Pistoia; ha poi conseguito il diploma parificato Isef a Firenze, e dopo essersi laureato in Scienze Motorie ha frequentato un corso di perfezionamento in Diritto ed Economia dello Sport. Ha conseguito anche il titolo di promotore finanziario ed attualmente lavora alla Bcc di Vignole e della Montagna Pistoiese. Membro dell’assemblea nazionale e della direzione provinciale del Pd, è impegnato nel sociale e nel volontariato.

Ha già individuato alcuni nomi per la sua lista?

«In questi giorni non sto andando in giro alla sola ricerca di nomi, sto chiedendo a persone impegnate nell’associazionismo, nella loro professione, insomma impegnate per la comunità, un sostegno: di rimboccarsi le maniche insieme a me per costruire insieme un progetto che deve essere convincente per vincere alle prossime elezioni ma soprattutto un progetto ampio e partecipato per la gestione futura di questo territorio. Fra tutti coloro che parteciperanno, in un secondo momento vedremo chi sarà disponibile a fare un percorso dentro le istituzioni».

Quali impressioni ha ricevuto finora dal confronto con la popolazione locale?

«Da una parte percepisco una certa sfiducia di fondo, non tanto verso qualcuno o qualcosa in particolare, ma una sfiducia in generale verso la politica ed il futuro della Montagna. Allo stesso tempo però, quando si comincia ad approfondire qualche argomento, si nota un amore per la propria comunità che penso vada valorizzato e trasformato in impegno. Una delle motivazioni per cui mi hanno cercato e per cui ho accettato questo incarico è proprio per cercare di essere la figura che alimenta questo impegno, che cerca di scuotere gli animi e di restituire fiducia e speranza. C’è voglia di fare, di partecipare ed un grande spirito che è solo da tirar fuori».

Ha già individuato alcuni punti chiave del suo programma elettorale?

« Anzitutto i servizi: per vivere su un territorio occorre che almeno i servizi fondamenti siano ad un livello accettabile, e mi riferisco all’istruzione-educazione e ai servizi sociosanitari. L’altra priorità è restituire centralità alla montagna pistoiese, il che significa trovare la forza per dare un segnale di controtendenza per attrarre anziché allontanate gli investimenti e l’attenzione sul questo territorio. Queste ovviamente non sono le cose da fare nei primi 100 giorni, ma le linee guida sulla cui base sviluppare tutti i punti del programma elettorale».

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