Attenzione
Sarà un carnevale... cattivissimo
Tre i carri in concorso, due prendono spunto da film d’animazione
QUARRATA. Costumi, coriandoli, maschere e carri: torna il Rio de Valenzatico, che quest’anno compie 28 anni. Il primo appuntamento è quello di domenica, dalle 14 alle 18. La festa continua il 2 marzo, sempre a Valenzatico, e domenica 9 marzo a Quarrata, con la riconferma della sfilata per le vie del centro inaugurata un anno fa. L’ingresso è sempre gratuito. Oltre alla sfida tra i carri, ci saranno gli ormai tradizionali corsi in maschera accompagnati dalle bande musicali.
La finalità della manifestazione organizzata dall’Associazione carnevale di Valenzatico, presieduta da Fernando Bianchi, in collaborazione con il Comune di Quarrata, non si ferma però al solo divertimento. Come succede da anni infatti, il ricavato dai biglietti della lotteria - che si possono acquistare in molti negozi della provincia di Pistoia oppure direttamente durante le sfilate domenicali - sarà in parte devoluto alla Fondazione ospedale Mayer.
Le danze si apriranno ufficialmente questa domenica. La ricetta del carnevale nostrano resta una garanzia, con i travestimenti, le coreografie e i carri preparati dai tanti volontari che ogni anno lavorano per la buona riuscita della manifestazione, grazie anche al contributo delle attività locali.
A contendersi il titolo di opera più bella e più creativa, saranno i carri: “Cattivissimi noi!!!”, “Hotel Transilvania, l’hotel più mostruoso che c’è”, e “Ma che tecnologia…d’Egitto”.
Voterà in parte la gente, attraverso il tagliandino distribuito col biglietto della lotteria, e in parte la giuria tecnica. In caso di maltempo gli appuntamenti saranno recuperati la domenica successiva. La manifestazione ha il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Pistoia, e può contare sul contributo della Bcc di Vignole e della Montagna pistoiese, oltre a quello del Cral della Breda. La vera forza di questo evento però restano i moltissimi volontari che ogni anno, puntualmente, si tirano su le maniche per dar gambe e corpo a una tradizione quasi trentennale.(b.f.)
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