Gioco
Nuovo vertice a vuoto «Ma AnsaldoBreda non può più attendere»
Nulla di fatto al tavolo con il sottosegretario dimissionario Finmeccanica ha riproposto il suo progetto “Inmove Italia”
PISTOIA. «Qui il tempo sta correndo e non gioca certo a nostro favore». La preoccupazione di Paolo Mattii, segretario provinciale della Fiom, è quella di tanti lavoratori AnsaldoBreda, che ieri hanno atteso invano da Roma l’arrivo di notizie decisive sulla sorte della loro azienda.
Il tavolo convocato al Ministero dello sviluppo economico per parlare del futuro del gruppo ferroviario pistoiese napoletano, infatti, si è risolto in un sostanziale nulla di fatto, soprattutto perché il rappresentante del governo, il sottosegretario Claudio De Vincenti, è dimissionario come tutto l’esecutivo Letta. E quindi non poteva che rinviare il discorso al momento in cui il dossier AnsaldoBreda sarà preso in mano dalla nuova compagina governativa.
Il problema è che sotto i capannoni di via Ciliegiole, come nelle altre tre sedi dell’azienda ferroviaria (Napoli, Reggio Calabria, Palermo) il lavoro è garantito fino al 2015, quando si dovrebbe concludere la commessa dei supertreni Etr 1000 ad alta velocità. Per poter lavorare anche dopo, bisognerebbe vincere nuove gare adesso; ma Finmeccanica, che di AnsaldoBreda non vuol più saperne, ha ridotto al minimo le candidature a nuovi lavori, per il timore di incappare in altre perdite. E così AnsaldoBreda, semiparalizzata, aspetta di conoscere il suo destino.
Ieri a Roma Finmeccanica ha ribadito il progetto già noto: scorporare le voci attive (gli stabilimenti, le commesse che vanno bene) facendole confluire nella nuova società “Inmove Italia”, già creata. E lasciare le passività in AnsaldoBreda, avviandola alla liquidazione. Dopo di che, Inmove potrebbe essere messa sul mercato, a braccetto con Ansaldo Sts, l’azienda di segnalamento. Il tutto direttamente o sotto l’egida della Cassa Depositi e prestiti, attraverso il Fondo strategico italiano, già protagonista della cessione di Ansaldo Energia da parte di Finmeccanica.
La proposta alternativa dei sindacati, ribadita anche ieri, è invece quella di creare – conservando la proprietà in mano pubblica – un Polo ferroviario nazionale. Ma chiaramente per procedere in questa direzione ci vorrebbe l’avallo di un governo in carica, cosa che il sottosegretario De Vincenti ieri si è detto non in grado di fornire. Di qui la duplice richiesta dei sindacati: a Finmeccanica, «di non procedere unilateralmente a scelte che potrebbero mettere in discussione il settore»; e al governo, perché convochi le parti in tempi brevi.
Tempi brevi, perché di tempo utile chi lavora in AnsaldoBreda ne ha sempre di meno. E le scelte decisive per il futuro dell’azienda, non possono che essere prese adesso.
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