Gioco
I danni del maltempo costano 40mila euro alle casse del Comune
E solo per le operazioni di soccorso del 30 gennaio Ma Quarrata verrà poi risarcita dalla Regione
QUARRATA. A mettere nero su bianco l’entità dell’emergenza vissuta dai cittadini di Quarrata lo scorso 30 gennaio, e continuata il giorno seguente, è la perizia dell’ufficio comunale lavori pubblici sulle cosiddette “spese di soccorso”. Dal posizionamento delle idrovore al loro funzionamento, passando per la distribuzione di sacchi e di transenne, e per gli interventi in urgenza affidati alle varie ditte nel tentativo di fronteggiare la situazione di criticità e di difendere la pubblica incolumità. L’operazione è costata 40mila euro. Alla stima vanno aggiunti i 3800 euro per gli straordinari fatti dai dipendenti comunali durante i giorni di allerta e di emergenza. Cifre che il Comune dovrà anticipare in attesa del rimborso della Regione Toscana.
Il conto ovviamente non include i danni materiali registrati sul territorio, come quelli per le case allagate, ma si limita alle sole operazioni di soccorso. La cifra, i tecnici lo sottolineano, è consistente e da una prima visione sembra superare di gran lunga quella registrata, ad esempio, a Pistoia. Insomma Quarrata conferma il suo triste primato anche nei numeri. E a breve è attesa un’altra perizia, che già si preannuncia simile a quella del 30 gennaio. Si tratta della stima sul 10 febbraio scorso, giorno di ennesima emergenza maltempo in città. Anche in questo caso il dispiegamento di forze è stato significativo e quindi, con ogni probabilità, il conto sarà ancora una volta salato.
Numeri che restituiscono fedelmente l’immagine di un territorio che ormai è al collasso e che, lo ricordiamo, si è trovato per 3 volte in poco più di un mese con le strade e le case allagate a causa del reticolo minore dei corsi, ovvero i fossi. Fortunatamente non c’è stata alcuna rottura degli argini, né ci sono state tracimazioni dei torrenti. Alla lunga lista dei danni registrati in città, e in particolar modo nelle frazioni di Barba, Olmi, Vignole e Caserana, si aggiunge infine il peggioramento della condizione dei tratti arginali
Beatrice Faragli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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