Sicurezza
Dalle banche nuova stretta sui crediti
Finanziamenti in flessione alle aziende di Prato e Pistoia anche alla fine del 2013, secondo l’osservatorio Assindustria
PISTOIA. Non si allenta la stretta creditizia per le imprese pistoiesi e pratesi. Anche gli ultimi mesi del 2013, messi sotto esame dall’osservatorio del credito di Confindustria, sono stati estremamente difficili, con ulteriori restrizioni dei prestiti e tassi di interesse stabilmente al di sopra della media italiana.
Il punto sulla situazione l’ha fatto il Centro studi Confindustria di Prato e Pistoia, che ieri nella sede dell’Associazione di piazza Garibaldi, ha presentato l’ultima edizione del suo rapporto, curato dal responsabile pistoiese del Centro, Renzo Vettori, sulla base delle cifre messe a disposizione da Bankitalia, che giungono fino al mese di ottobre scorso.
A Pistoia la flessione dei finanziamenti accordati ha toccato il 6,4% sul livello di dodici mesi prima, in accelerazione rispetto all’inizio dell’anno. Ancora più forte il “credit crunch” a Prato, che ha raggiunto il -10,1%, cioè il tasso di contrazione più elevato dall’inizio della crisi.
Questo in generale: guardando ai singoli settori, risalta – in tutte e due le province – la brutalità della stretta nell’edilizia, dove i prestiti accordati sono scesi del 16,4% a Prato e del 15,8 a Pistoia.
Scarseggiano le risorse liquide e il tasso di interesse non accenna a scendere, anzi. I tassi sui crediti a revoca (come i fidi, quelli cioé potenzialmente più rischiosi per le banche) a settembre erano del 9,5% in tutte e due le province, cioè nettamente più alti della media toscana (9,2) e soprattutto di quella italiana (8%). In realtà, guardando il movimento dei tassi negli ultimi mesi, si nota una lieve riduzione per Prato, ma secondo il Centro studi confindustriale, questo è da addebitare soprattutto ad una domanda di crediti relativamente più debole sulle sponde del Bisenzio. E poi si tratta comunque di numeri molto piccoli. Continua anche la corsa dei crediti in sofferenza (cioè quelli che le banche disperano di poter recuperare): Prato , col suo +17,1% è quasi allineato alla media italiana (18,1), Pistoia per il momento gode di una situazione migliore (5,1% di crescita).
Un segnale in controtendenza è quello che lo studio coglie sui finanziamenti oltre il breve termine, soprattutto per l’acquisto di immobili: dopo trimestri e trimestri di caduta, il calo dei finanziamenti sembra essersi interrotto, anche se i livelli di attività sono molto ridotti rispetto a qualche anno fa.
Prevedibili i toni preoccupati con cui i rappresentanti confindustriali hanno commentato le cifre del rapporto. Giovanni Moschini, vicepresidente dell’Unione industriale pratese, ha sottolineato che «mentre i tassi europei segnalano un allentamento della stretta creditizia, in Italia non si avverte questa inversione di tendenza. Invece c’è bisogno di un cambio, soprattutto di regole, a livello internazionale. La speranza è che il nuovo governo intervenga rapidamente in questo senso».
Le ha fatto eco la vicepresidente dell’Associazione industriali pistoiese, Cristiana Pasquinelli. «Le banche sono sottoposte a vincoli stringenti, che ne rendono più difficile l’erogazione di credito. Ma secondo il Centro studi Confindustria nazionale, la loro attività potrebbe rivelarsi insufficiente a finanziare la ripresa nei prossimi due anni. Se così fosse, si dovrebbe pensare a forme alternative di finanziamento per le aziende. Una spia di questa esigenza è fornita, anche a livello locale, dalla quota crescente dei finanziamenti non bancari sul totale del credito erogato al sistema produttivo, in particolare nel settore delle attività industriali». Come dire che se le banche continuano a tenere stretti i cordoni delle loro borse, si allarga l’area di intervento per finanziarie, aziende di leasing e così via. Una soluzione obbligata che però non potrà certo rimpiazzare le banche.
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