Il Tirreno

Pistoia

Il Monte ha chiuso Niente rinnovo pegni è crisi per i più poveri

di Fabio Calamati
Il Monte ha chiuso Niente rinnovo pegni è crisi per i più poveri

I depositi non riscattati in tempo saranno venduti all’asta Ma si studia un’alternativa: trasferire l’oggetto a Firenze

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PISTOIA. Va avanti la progressiva chiusura del Monte dei pegni Caripit di Sant’Agostino. Nell’edificio di via Bure Vecchia che ospita gli sportelli del Monte, ci sono dei piccoli manifesti che annunciano come dal 1º marzo prossimo non sarà più possibile rinnovare le polizze degli oggetti depositati.

I funzionari informano che l’ultimo giorno utile per il rinnovo sarà venerdì 28, dopo di che agli sportelli sarà possibile soltanto riscattare gli oggetti dati in deposito. Tutto questo fino al prossimo mese di agosto, dopo di che l’ufficio chiuderà definitivamente. E a quel punto gli oggetti non riscattati verranno venduti all’asta.

Insomma, procede senza ripensamenti il piano reso noto dalla stessa Caripit nell’ottobre scorso, quando fu ufficializzata la decisione di smobilitare lo storico sportello del Monte dei Pegni, che in città esisteva da secoli. In alternativa l’istituto di credito di via Roma propone ai pistoiesi di recarsi a Firenze, all’“Azienda dei presti” di via Bufalini, dove già da ottobre è possibile effettuare i nuovi depositi.

Nel giro di pochi mesi, quindi, Pistoia perderà il suo Monte dei pegni locale. E le persone in difficoltà economica ma con qualche gioiello di famiglia (monili, orologi, argenteria) da impegnare, avranno come unica alternativa i tanti negozi “Compro oro” nati negli ultimi anni anche in città. Circostanze tutt’altro che rare, come sta a dimostrare la crescita, sia pur lieve, di clienti che anche il Monte dei pegni pistoiese aveva registrato negli anni scorsi.

Non a caso a ottobre lo stesso vescovo Mansueto Bianchi sentì il dovere di rendere pubblica la propria contrarietà alla decisione della banca cittadina. «Mi rifiuto di pensare – disse allora Bianchi – che la dirigenza dell’azienda non possa trovare soluzioni tecniche per mantenere aperto questo piccolo servizio». Per la verità alla sua voce da allora non si è unito nessuno – a parte il consigliere comunale Alessio Bartolomei, che sollevò il caso – e la città sta così perdendo nel silenzio il suo Monte dei pegni.

Il problema si poine soprattutto per le decine e decine di cittadini che hanno rinnovato la loro polizza negli ultimi mesi. Quando un oggetto viene portato al Monte dei pegni, infatti, la banca lo valuta e concede poi un prestito pari di solito all’80% del valore dell’oggetto stesso, col patto che la somma verrà restituita nel giro di quattro mesi. Se questo non avviene, la cosiddetta polizza può essere rinnovata per altri 4 mesi, dietro pagamento di un piccolo interesse.

Che ne sarà dei depositi in scadenza a Pistoia? I cartelli affissi in via Bure Vecchia lasciano poco spazio alle alternative: o entro il 1º marzo o si rinnova (per l’ultima volta) la polizza o si procede al riscatto. Altrimenti l’oggetto finisce all’asta.

Ma è davvero così? La Caripit assicura di no. «Nell’ambito di questo processo – fa sapere la banca – stiamo lavorando affinché le polizze in scadenza non riscattate possano essere trasferite, qualora il cliente lo richieda, presso l’Azienda dei Presti (di Firenze, ndr) previa rivalutazione del bene in pegno effettuata dai periti di Firenze. Non ci sarà alcun costo a carico del cliente e le condizioni sono le stesse, come previsto per la clientela del Gruppo».

Insomma, il pegno può essere trasferito senza spese da Pistoia a Firenze, con l’unica clausola di una perizia-bis a cui verrà sottoposto. Ma per ottenere questo vantaggio, bisogna chiederlo espressamente. I clienti del Monte dei pegni lo tengano presente.

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