Il Tirreno

Pistoia

I negozianti in piazza a Roma

di Paolo Lombardi
I negozianti in piazza a Roma

Tempestini: «E’ solo l’inizio, vogliamo risposte dal governo sulle tasse»

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ROMA. C’erano grandi albergatori e piccoli commercianti. Imprenditori con 20-30 dipendenti

e ambulanti che lavorano da soli perchè il mercato non permette di assumere gente.

C’era la Pistoia e la Valdinievole che lavora ma che è oberata, anzi uccisa da tasse e contributi. Da una burocrazia, lo si sta capendo oggi, che è più forte ed ottusa della politica.

Tutti commercianti che

ieri mattina nella Capitale hanno mostrato la loro rabbia, la delusione, la paura di un futurio incerto per loro e per le loro aziende.

«C’era tanta gente a Roma – commenta entusiasta Tiziano Tempestini, capo della Confccommercio della provincia –: solo noi abbiamo portato oltre 100 persone. Se tutte le province italiane hanno fatto così... Più naturalmente c’era tanta gente di Roma. Piazza del Popolo era strapiena. Io credo che si sia arrivati a 50-60mila persone in piazza».

Tempestini è entusiasta di una cosa. In 25 anni di attività all’interno di Confcommercio non aveva visto una manifestazione del genere in una piazza della Capitale.

«Noi non siamo abituati, noi commercianti, a scendere in piazza. Come sono abituate altre categorie ed i sindacati in genere. Per questo mi sono commosso. Finora abbiamo spiegato le nostre richieste, i nostri problemi in luoghi chiusi, all’interno di convegni dai toni ovattati. A Roma, invece è stato tutto diverso».

Tempestini tiene a precisare cosa la manifestazioni di Roma ha voluto significare.

«Noi chiediamo una svolta

decisiva nella politica fiscale di questo paese. I problemi sono tanti, ma in questo momento è decisivo un calo della pressione fiscale. Che deve riguardare le nostre aziende, certo, ma deve essere esteso a tutti i ceti sociali. Altrimen ti sarà difficile che la gente riprenda a consumare, a spendere, a portare il commercio a livello se non precrisi, perlomeno meno precari».

Per Tempestini la manifestazione di ieri ha sancito un precedente importante per i negozianti.

«Che noi facciamo delle domande e pretendiamo delle risposte. Se no torneremo ancora in piazza per farci sentire».

La rappresentanza della provincia ha viaggiato in parte in pullman ed in parte in treno, per arrivare puntuale in piazza del Popolo.

Qualcuno ha paragonato la giornata alla famosa marcia dei 40mila quadri Fiat negli anni Ottanta.

Di certo le imprese commerciali e artigianali italiane si aspettano dal nuovo governo di Matteo Renzi un deciso cambio di marcia.

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