Il Tirreno

Pistoia

Gli impiantisti hanno perso oltre un milione di euro

Gli impiantisti hanno perso oltre un milione di euro

Per la stagione nera Abetone chiederà il riconoscimento della calamità naturale Formento lancia l’idea di una società unica con capitale misto pubblico-privato

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ABETONE. Quando si è sull’orlo del precipizio si è più stimolati a riflettere e a cambiare. Così dovrà accadere anche per le stazioni sciistiche della montagna pistoiese afflitte da una profonda crisi economica. Proprio nei giorni scorsi il sindaco Giampiero Danti ha annunciato il rischio default per molte società degli impianti di Abetone dove si stima una perdita degli incassi già superiore ad 1 milione di euro rispetto allo scorso anno. Sull’esigenza di un cambiamento nei modelli gestionali calca il presidente di Anef Toscana, nonché direttore della Val di Luce ed amministratore delegato della società Slittovia, Andrea Formento. «Si sta consolidando il risultato di una stagione molto simile a quella di due anni fa che fu una delle più disastrose per il nostro comprensorio - spiega Formento - da troppe settimane aspettiamo un miglioramento stabile delle condizioni meteo che favorirebbe una ripresa degli arrivi. Una situazione per niente rosea per le nostre società». Quale dunque la soluzione? «Da anni - prosegue - sostengo la necessità di una modifica sostanziale del modello di gestione delle stazioni sciistiche, con la compartecipazione delle Regione nella proprietà degli impianti di risalita per mettere in sicurezza le società e mantenere in piedi quelle strutture che sono il volano dell’economia montana. La Regione ha cominciato a muovere i primi passi: adesso sta a noi privati fornirle uno strumento perché l’operazione vada in porto al più presto. Se così non fosse, diventa difficile ipotizzare un futuro per gran parte delle stazioni appenniniche e non solo». «Esistono già - prosegue Formento - modelli in cui il pubblico è azionista, oppure proprietario che contribuisce al mantenimento degli impianti o infine modelli di gestione associata. E perché non pensare ad una società di gestione unica degli impianti dell’Abetone (adesso il Multipass Abetone raccoglie 6 società, ndr) in modo da fare economie e garantire un miglior servizio ai nostri utenti, magari con una porta aperta anche a Doganaccia in un unico comprensorio della montagna pistoiese. Le professionalità presenti in Abetone, se messe in comune, potrebbero far fare un ulteriore salto di qualità all’intero comprensorio». Al momento, invece, le società non ce la fanno più a sostenere i costi di gestione, personale incluso. «Ad oggi stiamo adottando provvedimenti di contrazione delle ore straordinarie per cercare di mantenere inalterato il numero dei dipendenti assunti dalle nostre società - prosegue Formento - nei prossimi giorni la società Slittovia (penalizzata anche dalla scadenza della vita tecnica dello skilift del Gomito, tuttora fermo, ndr) andrà a sottoscrivere il provvedimento della cassa integrazione in deroga per aprile, un mese che non è mai stato importante dal punto di vista degli incassi ma che in passato consentiva almeno di mantenere in piedi completamente le forze occupazionali. Alla Slittovia potrebbero agganciarsi altre società per cui il rischio è di una cassa integrazione generalizzata all’intero settore. Se la Regione dunque non dovesse mantenere il suo impegno, il rischio è di mettere in difficoltà anche le maestranze, oltre 30 dipendenti, assunte a tempo indeterminato». Sull’importanza di un intervento della Regione concorda il sindaco Danti che ha promosso la costituzione di un comitato di operatori economici per interloquire con Firenze ed annuncia che proprio in questi giorni sarà avanzata la richiesta di calamità naturale.

Elisa Valentini

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